L'IMMAGINE MIGLIORE DEL PAESE

di VITTORIO EMILIANI Stavolta il presidente della Repubblica ha davvero spiazzato tutti. Nella nomina dei quattro senatori a vita ha infatti evitato accuratamente criteri di compensazione "politica" fra centrosinistra e centrodestra (i sussurri davano, ad esempio, fra i possibili Gianni Letta) scegliendo la strada maestra di designare quattro intellettuali che, in modo diverso, hanno dato e danno prestigio all'Italia nel mondo. E che possono fornire un contributo importante a Palazzo Madama. Tre uomini e una donna. Tre anziani, peraltro in piena attività, e una scienziata appena adulta. I quali completano così, con Mario Monti, i cinque che Giorgio Napolitano poteva nominare. Claudio Abbado è il primo esponente del mondo della musica ad entrare a Palazzo Madama dopo Giuseppe Verdi, peraltro nominato dal re nel 1874 (Arturo Toscanini rinunciò al seggio offertogli da Luigi Einaudi nel 1949). Oggi è il più grande direttore vivente, in Italia e nel mondo, direttore stabile, dopo la Scala, di Wiener e Berliner, creatore instancabile di orchestre giovanili, con un repertorio che spazia da Monteverdi alla musica contemporanea, coraggioso nel denunciare senza mezzi termini i tagli alla musica e alla cultura. Da destra si rileva che è un uomo di sinistra. Abbado non l'ha mai nascosto e però ciò che conta è quanto di lui ho sommariamente detto poco sopra. Analogo discorso vale per Renzo Piano che, dal Beaubourg parigino all'aeroporto di Osaka, dall'Auditorium di Roma all'ultimo grattacielo di Londra, è fra gli architetti italiani quello che gode di una indiscussa fama planetaria. Anche lui di sinistra? Anche lui non berlusconiano? Certamente sì, e però, se il berlusconismo ha pescato assai poco nel mondo della cultura e della scienza, non sarà certo colpa della cultura e della scienza. Del fisico goriziano Carlo Rubbia parla da solo il premio Nobel attribuitogli nell'84, il lavoro a capo del Cern di Ginevra, il proporsi in modo critico, senza peli sulla lingua, sullo stato della ricerca, sul nucleare attuale e per il fotovoltaico in continuo rinnovamento, contro l'eolico diffuso (Rubbia afferma, fondatamente, che in Italia c'è poco vento costante). La sorpresa, piacevole, è la nomina di una scienziata ancora giovane, Elena Cattaneo, che molto si è spesa nella ricerca sulle cellule staminali embrionali e quindi contro il divieto di utilizzarle previsto dalla legge 40 voluta dal centrodestra. Posizione anche questa «di sinistra»? Posizione certamente critica, in radice, nei confronti di leggi oscurantiste. Quattro nomine insomma che fanno onore al presidente Napolitano e all'intero Paese, che ridanno ruolo e risalto alla meritocrazia, che proiettano all'estero l'immagine migliore dell'Italia facendo giustizia delle polemiche da cortile. Le quali, ovviamente, non mancano pur sovrastate dal prestigio di questi quattro nuovi senatori a vita. C'è già chi li vede (Beppe Grillo per il M5s e Roberto Calderoli per la Lega Nord) come un ulteriore spreco di denari. Chi - i giornali della famiglia Berlusconi - li interpreta come quattro voti sicuri con cui puntellare, domani, al Senato un governo anti-Cavaliere. Poteva mancare una dichiarazione della Pitonessa (Daniela Santanchè) a favore di Silvio come «il solo candidato meritevole» dello scranno a vita? Certo, ha dovuto ricredersi chi coltivava la speranza, peraltro assurda, che il presidente della Repubblica lasciasse un posto al condannato e pluriprocessato Berlusconi. Un'altra illusione che si spegne dopo le durissime motivazioni della sentenza definitiva della Cassazione, prontamente presentate due giorni fa, e in vista della riunione della Giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza e del processo De Gregorio a Napoli, con rito abbreviato. Senza contare i guai in cui finisce il titolo Mediaset ogni volta che i «falchi» del Pdl tirano la fragile corda delle «larghe intese». Un bel garbuglio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA