Amnistia, il Pd fa muro «Una proposta indecente»
di Maria Berlinguer wROMA E' l'amnistia la carta che il Pdl rilancia per salvare Silvio Berlusconi. Ma da Pd, Sel e Scelta civica arriva un netto altolà alla proposta. «E' un'indecenza, basta ripescaggi, voi volete salvare solo Berlusconi», taglia corto Davide Zoggia. «Indecenti sono loro, mi vogliono in galera. Sono sempre i soliti comunisti» si sarebbe sfogato da Arcore Berlusconi. E' sempre più duro lo scontro nella maggioranza sul caso Berlusconi. Oggi ad Arcore il Cavaliere ha convocato a pranzo i fedelissimi per un vertice che potrebbe essere decisivo per la sopravvivenza del governo Letta. La scadenza è quella del 9 settembre, e tra i berluscones la voglia di far saltare il tavolo del governo se il Pd voterà per la decadenza dal Senato di Berlusconi è sempre più forte. «Se vogliono la soluzione possono trovarla, ma non mi fido, il Pd ha già deciso, dobbiamo andare avanti per la nostra strada» dice ai suoi il Cavaliere che non crede nè alla possibilità del'amnistia nè a quella della grazia. Soprattutto ora che l'ipotesi lanciata da due ministri del governo, Annamaria Cancellieri e Mario Mauro di un'amnistia generale che gli consentirebbe di aggirare gli effetti della condanna a quattro anni per frode fiscale viene bocciata senza appello dagli «alleati». L'amnistia? «E' l'unica alternativa reale a un confronto politico immaginato per troppo tempo senza esclusione di colpi, da una parte e dall'altra», ribadisce il ministro della Difesa Mauro, ex Pdl, ora in quota di Scelta civica. Ma l'atto di clemenza, invocato anche dal ministro della Giustizia, Cancellieri, trova la prima bocciatura proprio nel partito di Mario Monti. Mauro? Parla a titolo personale, avverte il capogruppo dei montiani in Senato, Gianluca Susta. «Sono decisamente contrario a indulti e amnistie: non dimentichiamo che Berlusconi è stato condannato a quattro anni e gode dell'indulto di tre anni», ricorda Susta. Nel Pdl ovviamente la proposta di Mauro e Cancellieri piace a molti parlamentari. Ma nessuno in realtà fa i conti con i numeri. La legge, modificata nel '92, ha tolto al capo dello Stato il potere di concedere l'amnistia, fissando a due terzi del Parlamento la quota necessaria per la clemenza generale. «La proposta dei due ministri è condivisibile, su questo terreno non si può procedere secondo schematismi ideologici, deve prevalere il senso di umanità», chiede Fabrizio Cicchitto. Il Pdl però si muove su più binari in attesa di sapere se davvero Silvio Berlusconi sfiderà Napolitano - che insiste sulla necessità della stabilità per uscire dalla crisi - staccando la spina al governo. I falchi premono per la rottura. Ma la famiglia si sarebbe schierata con Alfano che consiglia prudenza. Napolitano farà di tutto prima di concedere al Cavaliere le elezioni anticipate, dice il segretario del Pdl. «No al giacobinismo sì al garantismo, il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge Severino è la scelta più giusta», scrive in un tweet Mara Carfagna. Mentre dal Meeting di Cl a Rimini Maurizio Lupi nega che l'ipotesi di amnistia sia mai stata considerata. Ma è da Pd e Sel che arriva un fuoco di sbarramento. E' il responsabile dell'organizzazione del Pd, Zoggia, il più chiaro. «E' un ripescaggio», attacca, ricordando al Pdl che in Parlamento giacciono da qualche mese due proposte di legge per migliorare la situazione carceraria e che il Pdl le ha ignorate prima della sentenza su Berlusconi. «Il Pdl insiste nel chiedere al Pd ciò che non può ottenere perché è contro la legge: è ora di dire basta e di finirla anche con i continui ripescaggi dell'idea di amnistia per salvare Berlusconi, sta diventando una storia indecente oltre che imbarazzante anche per coloro che avanzano queste proposte» aggiunge Zoggia. Dura anche la reazione di Sel con Migliore. «Noi abbiamo sempre dato disponibilità a provvedimenti per alleviare la condizione drammatica delle carceri ma se si parla di amnistia si fa la selezione dei reati: i reati più odiosi, quelli dei colletti bianchi, quelli che hanno prodotto come nel caso di Berlusconi l'accumulazione di ingentissimi fondi neri devono restare fuori». ©RIPRODUZIONE RISERVATA