Stradella, la Provincia approva centrale a biogas

«Vorrei conoscere le motivazioni che hanno spinto il Comune a intitolare a Palatucci una via di Stradella». Il consigliere Pdl Teresio Tavani torna sulla vicenda, sollevata dall'Anpi, della revoca dell'intitolazione della via a Giovanni Palatucci. «Sia ben chiaro che prima di ogni decisione devono essere fatti tutti i controlli – precisa Tavani – e solo quando si avrà l'assoluta certezza che Palatucci abbia agito in malafede, allora si potrà togliere il suo nome dalla città». Come già avvenuto in consiglio comunale, Tavani ribadisce la sua perplessità sulla scelta dell'ex questore di Fiume nel 2006: «Non ha nessun legame con il nostro territorio ed è anche una delle figure meno conosciute, non so davvero perchè la scelta sia caduta su di lui». Il sindaco Pierangelo Lombardi, che è anche storico e presidente dell'Istituto pavese per la storia della Resistenza, ha promesso una risposta scritta al quesito del consigliere. I militanti stradellini dell'associazione partigiani, però, vorrebbero chiedere chiarimenti al primo cittadino durante la festa provinciale dell'Anpi, che si terrà a Pinarolo Po, dal 30 agosto all'1 settembre . STRADELLA La Provincia di Pavia ha dato l'assenso per la realizzazione della tanta discussa centrale a biogas di Stradella. La decisione dell'amministrazione di piazza Italia è stata notificata ieri mattina in un municipio ormai quasi deserto e pronto alla pausa ferragostana. Sembra essere questo l'epilogo di una vicenda iniziata nel febbraio dello scorso anno, quando la società milanese Scor2 aveva fatto richiesta al comune per l'installazione di una centrale a biogas sui terreni dell'azienda agricola Manzoni, al confine con il Comune di San Cipriano Po. Un impianto con una potenza installata di 999 kw e una produzione di energia elettrica e calore a partire da cereali e reflui zootecnici. Da quel momento si sono susseguite una decina di conferenze dei servizi, alcune rinviate per la mancanza della documentazione da parte della società, e un continuo batti e ribatti tra maggioranza e opposizione, con quest'ultima che rimproverava alla giunta di aver portato a conoscenza del consiglio la vicenda solo a settembre, 7 mesi dopo la prima richiesta di autorizzazione dell'impianto. Il comune ha sempre ribadito la sua opposizione al progetto, ritenendolo solo una fonte di business per il privato. Alla fine dello scorso anno era stata organizzata anche un'assemblea pubblica per discutere della questione e i cittadini si erano espressi in massa per il no all'impianto, così come le associazioni ambientaliste e quelle agricole di categoria. Il comune, forte anche di un voto contrario all'unanimità del consiglio comunale, aveva poi presentato alla società una serie di richieste, soprattutto dal punto di vista viabilistico, per la messa in sicurezza dell'incrocio con la strada che porta all'impianto. Richieste che la società, nell'ultima riunione del maggio scorso, ha accolto, facendo già presagire un parere favorevole della Provincia, come poi è accaduto. Il comune, per ora, non si pronuncia, in attesa di visionare il corposo documento fatto pervenire ieri: «Ora leggeremo attentamente le decisioni – afferma il vicesindaco Piergiorgio Maggi – poi faremo le nostre valutazioni in merito». Ma la minoranza attacca: «Fin da subito c'è stata la volontà politica di favorire questo progetto – sbotta il capogruppo Pdl, Antonia Meraldi – bastava che l'amministrazione inserisse nel Pgt una norma che vietasse l'insediamento di questi impianti, ma così non è stato». Il comune potrebbe anche decidere un ricorso contro la decisione, ma, intanto, toccherà alla società valutare se ci siano ancora le condizioni, a distanza di quasi un anno e mezzo, per procedere con la realizzazione della centrale. Oliviero Maggi