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ROMA Con 195 sì e 57 no l'Aula del Senato approva in via definitiva il decreto sull'esecuzione della pena, ormai noto come "svuota carceri". La Lega, che non si è mai rassegnata al provvedimento, dopo aver protestato a lungo nei vari interventi (i gruppi della maggioranza, per contenere l'ostruzionismo, avevano concesso al Carroccio anche un po' del loro tempo), accoglie il voto suonando fischietti da calcio nell'emiciclo di palazzo Madama e sventolando cartellini rossi all'indirizzo dei banchi del governo. Ai quali era seduto solo il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Berretta (Pd). Il tutto accompagnato da uno striscione bianco con la scritta: «Basta inganni e illusioni, governo Letta a casa subito!». Alla fine però il dl passa in meno di 24 ore senza modifiche, nonostante i 130 emendamenti presentati per lo più da Lega e M5S. Il provvedimento dovrebbe portare, nei prossimi due anni, alla riduzione di circa seimila detenuti. Queste in sintesi le novità del testo salutato dal presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti come «un passo di civiltà importante». Carcerazione preventiva. Sarà disposta solo per delitti per i quali è prevista la reclusione non inferiore nel massimo a 5 anni (modifica introdotta al Senato con un emendamento di Lucio Barani (Gal), il tetto prima era di 4 anni). Per evitare che tale soglia comporti l'esclusione di reati come il finanziamento illecito dei partiti e lo stalking per il primo è stata introdotta una specifica deroga, mentre per il secondo è stata aumentata la pena da 4 a 5 anni. Sconti di pena anticipati. Quando la pena residua da espiare non supera i 3 anni (o 4 in casi particolari, come ad esempio donne incinta o malati gravi) e i 6 per reati legati alla tossicodipendenza, si sospende l'esecuzione della pena applicando se possibile la libertà anticipata. In altri termini, le detrazioni di pena (45 giorni per ogni semestre) sono conteggiate anticipatamente così da limitare il ritorno in carcere per brevi periodi. La misura non si applica a chi sia già in carcere e ai condannati per i delitti gravi e per alcuni specifici reati (furto in abitazione e con strappo, stalking, maltrattamenti in famiglia e incendi boschivi). Benefici ai recidivi. Cadono gli automatismi della ex Cirielli che precludono ai recidivi l'accesso ai benefici carcerari (domiciliari, liberazione anticipata, etc.). Restano però i limiti per ciò che riguarda i permessi premio e resta la condizione, quanto ai recidivi reiterati, che l'affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare a la semilibertà siano concessi soltanto una volta. Lavoro all'esterno. Più occasioni di lavoro per i detenuti permettendo la partecipazione a titolo gratuito e volontario a progetti di pubblica utilità presso Stato, enti locali e organizzazioni di assistenza sociale e sanitaria. È prevista anche l'attività a sostegno delle famiglie delle vittime. Ai lavori di pubblica utilità potranno accedere tossicodipendenti condannati per reati connessi di basso spessore criminale. Recupero post-pena. Per favorire il reinserimento lavorativo è ampliato (18 mesi per chi ha beneficiato di misure alternative, 24 per gli altri) il periodo successivo alla detenzione quanto agli sgravi contributivi in caso di assunzione in cooperative sociali. Concesso anche un credito d'imposta alle imprese che assumono detenuti. Infrastrutture carcerarie e Commissario. Le funzioni del Commissario straordinario sono prorogate fino a dicembre 2014. Sono ampliate le sue competenze (escludendo comunque poteri derogatori del Codice degli appalti) in materia di programmazione, manutenzione, utilizzo e ristrutturazione di immobili dismessi, ma nel quadro di un coordinamento più incisivo con i ministeri di Giustizia e Infrastrutture e col Parlamento. Vi è un obbligo di relazione semestrale alle commissioni competenti.