Ue, gli attacchi a Kyenge «razzisti e ingiustificabili»
di Lorenzo Robustelli wBRUXELLES Cecile Kyenge fa fare all'Italia bella figura in Europa. Parola della commissaria europea (svedese) agli Affari Interni Cecilia Malmstrom. Ma in Italia, mentre alcuni alti esponenti leghisti come Flavio Tosi, si scusano per gli attacchi subiti dal ministro per l'Integrazione, le offese di altri esponenti del Carroccio non si fermano. «Sono rattristata nel vedere che il ministro Kyenge è stato obiettivo di commenti razzisti incredibilmente offensivi e ingiustificabili», ha detto Malmstrom in un'intervista concessa all'agenzia Ansa, aggiungendo di avere «un enorme rispetto per il modo in cui affronta tali attacchi». Secondo la commissaria europea, in Kyenge «la dignità, serenità e intelligenza sono davvero impressionanti. Sostengo il suo lavoro e il suo impegno per i diritti dei migranti e spero che la sua nomina possa essere un passo avanti per l'Italia». Malmstrom dice di incoraggiare «dibattiti aperti basati su dati di fatto e conoscenza, e condotti in uno spirito di rispetto reciproco. E come lo stesso ministro Kyenge ha detto, spero che possiamo vedere un dibattito rispettoso su questi argomenti in Italia». Non sarà facilissimo, ma anche nel Carroccio qualcosa si muove. Il sindaco di Verona (e vicesegretario della Lega) Flavio Tosi l'altroieri durante il suo intervento all'Africa Summer School ha porto le sue scuse alla ministra. I leader del Carroccio però stanno tentando un recupero dei rapporti. «Col ministro Kyenge sono sempre pronto al confronto. Le dobbiamo rispetto, abbiamo condannato le recenti offese, le abbiamo anche chiesto scusa», ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia durante la presentazione del festival di cultura e politica "Comodamente", in programma a settembre a Vittorio Veneto. «Ma - ha aggiunto - il ministro deve anche sapere che non abbiamo nulla da condividere sulla partita dello ius soli. Il ministro si scordi che si possa dare la cittadinanza a tutti gli immigrati che nascono in Italia». Secondo l'esponente leghista «siamo convinti che la partita sia quella di una immigrazione che vuole integrazione, quindi di un'immigrazione possibile». E qui torna alla carica il leghista emiliano Manes Bernardini, che sostiene la necessità di un dibattito pubblico con Kyenge, che, dice, «rimane una spiacevole incompiuta, a cui contiamo si possa porre rimedio». Di ben altro tono le dichiarazioni su Facebook di un altro esponente di punta del Carroccio, il vicesegretario Matteo Salvini. «E io, povero illuso - è il ragionamento di Salvini, che è anche europarlamentare della Lega -, che pensavo che un commissario europeo e un ministro Italiano fossero pagati per difendere i diritti dei cittadini europei ed italiani». Dunque, si conclude così il post su Facebook del vice lombardo di Roberto Maroni, «non sarebbe il caso che lo stipendio delle due Cecilie, visto il loro impegno, fosse pagato dai migranti?». lorenzo@robustelli.eu ©RIPRODUZIONE RISERVATA