Napolitano: «Rispettare i giudici»
di Gabriele Rizzardi wROMA Per il governo, il colpo non poteva essere più forte. La conferma della condanna a 4 anni di reclusione per Silvio Berlusconi cambia infatti la prospettiva delle larghe intese e l'esecutivo guidato da Enrico Letta si trova a fare i conti con una bufera che rischia di travolgerlo. Tanto da spingere sia il premier che Napolitano a esortare tutti alla calma. Dopo giorni di silenzio, imposti dal Cavaliere per non indispettire i giudici, i maggiorenti del Pdl reagiscono con rabbia alla sentenza. Il sito del Giornale lista a lutto le sue pagine, Giuliano Ferrara bolla come una «sentenza vile e cazzona» il verdetto della Suprema Corte mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michaela Biancofiore, conferma subito il suo passo indietro: «Sto andando a rimettere il mio mandato nelle mani del presidente Berlusconi». Poco dopo, arriva anche l'annuncio del sottosegretario alla Semplificazione Gianfranco Micciché: «Rimetterò nelle mani di Silvio Berlusconi il mio mandato». E pazienza se il Cavaliere è il presidente del Pdl e non del Consiglio dei ministri. Il tutto avviene dopo un giorno che il mondo politico ha vissuto in "apnea" in attesa del verdetto. Il primo a parlare è il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, che avverte il clima di tempesta ma mette subito in chiaro che il suo partito non farà sconti. «La sentenza va rispettata, eseguita e applicata. A questo si uniformeranno i nostri gruppi parlamentari» dice subito il leader dei democratici, che invita il partito del Cavaliere ad avere un atteggiamento responsabile: «Seguiremo con grande attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l'opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di governo, come il Pd ritiene necessario». Parole che rendono ancora più duro lo scontro con gli esponenti del Pdl, che ieri, dopo la sentenza, si sono riuniti a palazzo Grazioli per sapere direttamente da Silvio Berlusconi cosa fare. «Epifani porti rispetto della storia politica del Pdl, dei milioni di italiani che ci hanno votato e del suo leader, Silvio Berlusconi, condannato ingiustamente a 4 anni» attaccano i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Renato Brunetta e Renato Schifani. Nell'attesa di sapere se nei prossimi giorni ci saranno manifestazioni oceaniche a sostegno del Cavaliere, il clima si arroventa ma Giorgio Napolitano torna a far sentire la sua voce e fa capire che alternative al governo delle larghe intese non ci sono: «Per uscire dalla crisi in cui si trova e per darsi una prospettiva di sviluppo, il paese ha bisogno di ritrovare serenità e coesione su temi istituzionali di cruciale importanza che lo hanno visto per troppi anni aspramente diviso e impotente a riformarsi». Poi il capo dello Stato esorta i partiti a riformare la giustizia. Parole alle quali, in serata, si associa Enrico Letta, che avverte il pericolo e invita il Cavaliere, ma anche il Pd, a mantenere la calma: «Per il bene del paese è necessario che, anche nel legittimo dibattito interno alle forze politiche, il clima di serenità e l'approccio istituzionale facciano prevalere in tutti l'interesse dell'Italia rispetto agli interessi di parte». Gli appelli del capo dello Stato e del premier sono rivolti soprattutto a Berlusconi, che fino ad oggi ha imposto ai suoi pasdaran di limitare la polemica alle questioni economiche e di abbassare i toni. E non è un caso che sia stato proprio il Cavaliere a stoppare la manifestazione che Daniela Santanché aveva convocato davanti a palazzo Grazioli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA