Franceschini al Pdl: «L'omofobia non è tema etico»
di Gabriele Rizzardi wROMA Nessuno stop. La legge contro l'omofobia va fatta. Il governo blocca il blitz tentato da una parte del Pdl e tira dritto. «Ho grande rispetto per i temi etici e per la libertà di scelta quando si toccano temi che riguardano le coscienze. Ma una legge che contrasti l'omofobia non c'entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale, e l'introduzione di norme efficaci che da troppo tempo attendono un'approvazione, è urgente e non più rinviabile». Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, rovescia il ragionamento che ha spinto una parte del Pdl a chiedere una moratoria legislativa sui temi etici e fa capire che la legge sull'omofobia non subirà nessun rallentamento. Le polemiche, però, non si placano e se nel Pd assicurano che ci sono le condizioni per un'approvazione rapida del testo che introduce i reati di omofobia e transfobia (venerdì prossimo il provvedimento sarà all'esame dell'aula di Montecitorio), dal partito di Berlusconi continuano a levarsi voci contrastanti. La pattuglia guidata da Lupi e Gelmini insiste nel chiedere una moratoria sui temi considerati "divisivi" e teme la formazione in Parlamento di una maggioranza "variabile", magari con Sel e M5S, che potrebbe mettere in difficoltà Enrico Letta. Maurizio Sacconi vede il pericolo e chiede al governo «finora assolutamente passivo» di assumere una «iniziativa» che abbia lo stesso significato di una moratoria, cioè chiede di "congelare" il provvedimento. Renato Brunetta, che si definisce un laico del Pdl, suggerisce di spostare l'attenzione sui temi economici. Esattamente il contrario di quel che pensa Maurizio Gasparri per il quale i temi etici «non vanno elusi» ed è indispensabile modificare la legge in discussione: «Come è stata formulata, è contro i principi del diritto naturale. E contro la Costituzione». Nel Pdl, insomma, lo scontro è aperto e se Sandro Bondi invita i colleghi di partito cattolici a «confrontarsi in modo fecondo con i laici», il presidente della commissione Cultura della Camera, Giancarlo Galan, muove un pesantissimo atto di accusa: «Ma quale moratoria. Su temi etici dobbiamo accelerare. La mossa dei miei colleghi è dettata dalla disperazione. Sanno che in Parlamento non hanno i numeri e quando sei sicuro di perdere chiedi lo stop». Ma le proteste più dure arrivano da Sel. Nichi Vendola accusa il centrodestra di voler «cancellare» dall'agenda del governo e del Parlamento tutte le questioni eticamente sensibili mentre Gennaro Migliore, invita Enrico Letta a non farsi condizionare dai «ricatti» del Pdl. La legge sarà approvata nei tempi previsti? Dopo i 400 emendamenti presentati soprattutto dal Pdl, i relatori al disegno di legge, Antonio Leone (Pdl) e Ivan Scalfarotto (Pd), hanno presentato ieri un nuovo emendamento che riduce il testo ad un unico articolo e rappresenta un tentativo di mediazione. La modifica proposta mira ad estendere la legge Mancino alle motivazioni legate all'omofobia e alla transfobia e cassa la parte in cui si spiegava che per «orientamento sessuale si intende l'attrazione nei confronti di una persona dello stesso sesso, di sesso opposto o di entrambi i sessi». Potrà essere raggiunto un accordo? Per Mara Carfagna qualcosa comincia a muoversi: «I relatori hanno presentato un emendamento che non prevede le definizioni di genere. Ora le cose iniziano a cambiare. C'è stato uno sforzo di buona volontà da parte del Pd...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA