Napolitano difende Saccomanni dal Pdl

di Gabriele Rizzardi wROMA «Prima delle riforme istituzionali, compresa quella della giustizia, va fatta una nuova legge elettorale. Magari tornando al Mattarellum, soluzione meno complessa e più rapida». Con una lunga intervisa a Repubblica, Piero Grasso rompe un silenzio che durava da settimane, spiega che se anche dovesse cadere il governo Letta, Napolitano non scioglierà le Camere ma cercherà «altre soluzioni» e poi lancia una pesante bordata contro i "falchi" del Pdl che tengono in perenne tensione palazzo Chigi: «E' deleterio stare al governo e fare opposizione». Partendo dalla convinzione che «la necessità delle riforme non è negoziabile», il presidente del Senato si chiede perché non approvare con legge ordinaria, magari di iniziativa parlamentare, la nuova legge elettorale. «Si può fare subito. Poi, quando l'iter delle riforme sarà chiuso, si potrà intervenire con una legge ad hoc» spiega Grasso, che interviene anche sulle fibrillazioni del Pdl sulle questioni giudiziarie di Silvio Berlusconi e sulla giustizia. «Esprimersi dentro una coalizione come una forza di opposizione al governo è quanto di più deleterio possa realizzarsi» taglia corto il presidente del Senato, che lancia un ultimo avviso a chi nel Pdl vorrebbe far saltare il tavolo per andare al voto in ottobre: «Nel caso in cui venisse meno la fiducia a questo esecutivo, sono certo che Napolitano non escluderà alcuna possibilità per altre possibili coalizioni». Ma a fare pressing sul governo è anche il leader di Scelta Civica, Mario Monti, che propone un «contratto di coalizione» e lancia una sorta di ultimo avviso ad Enrico Letta: «Mi sento in dovere di affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità». Il Colle è pronto a giocarsi una carta di riserva in caso di crisi? Giorgio Napolitano, che ieri era in Croazia, dice di non aver letto l'intervista di Grasso e aggiunge che comunque non avrebbe commentato un intervento del presidente del Senato. Quanto alle critiche del Pdl, il presidente della Repubblica ricorda che il governo italiano ha ottenuto a Bruxelles risultati «molti significativi» e aggiunge che «sarebbe assurdo non riconoscere il ruolo che ha avuto l'Italia». E se Brunetta attacca tutti i giorni il ministro dell'Economia, Napolitano risponde che il Tesoro ha fatto tutto quello che poteva fare: «Ho molto apprezzato Saccomanni perché ha dimostrato in modo puntuale quello che si poteva fare e quello che non si poteva fare, naturalmente senza avere la bacchetta magica». Quanto alle polemiche, il presidente della Repubblica le liquida con una alzata di spalle: «Lasciamo che facciano il loro corso...». L'uno-due che parte dal Colle e dal Senato finisce per stordire un Pdl già scosso dalle divisioni sul ritorno a Forza Italia. A Grasso, che definisce «strillato» il titolo della sua intervista, i dirigenti del Pdl rispondono che la maggioranza che sostiene il governo non è intercambiabile e accusano il presidente del Senato di aver fatto un intervento a gamba tesa, di aver parlato come un uomo di parte. Schifani parla di un intervento «inaccettabile» mentre Sandro Bondi spiega che svolgere «un forte ruolo politico» è «incompatibile» con la funzione istituzionale di presidente di un ramo del Parlamento. Al coro si aggiunge anche Cicchitto: «Grasso parla da dirigente di partito...». La più arrabbiata è Daniela Santanché che, con un'intervista a Repubblica e una a "In Mezz'ora" su Rai 3, fa sapere al Pd che se non sarà eletta vicepresidente della Camera al posto di Maurizio Lupi, si creerà un «problema politico». Poi, ospite della Annunziata, spara ad alzo zero sul presidente del Senato: «E' un arbitro, non un giocatore. Io non ci sto». E si passa all'ultima stagione del Pdl. Alfano potrebbe essere il segretario della nuova Forza Italia? «Io», risponde la Santanché, «non vorrei la figura di segretario, a noi basta il presidente...». Ma nel partito non tutti la pensano allo stesso modo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA