Giunta elezioni, furiosa lite tra i grillini

di Fiammetta Cupellaro wROMA Nonostante le discussioni, sul fronte delle Commissioni di garanzia, la cui presidenza spetta alle opposizioni, tutto è andato come previsto. La presidenza del Copasir (il Comitato di controllo dei servizi di informazioni) è stata affidata al senatore leghista Giacomo Stucchi, grazie ad un accordo Pd-Pdl. Tutto secondo i piani anche per la presidenza della Commissione di vigilanza della Rai. Il Movimento 5 Stelle ce l'ha fatta ad eleggere Roberto Fico, uno dei pochi onorevoli grillini ad avere un rapporto diretto con il leader. Come primo obiettivo, Fico spera di essere «l'ultimo presidente della Vigilanza». Poi l'elezione di Dario Stefano di Sel, a presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità al Senato. Elezione che ha scatenato un «caso» nei 5 Stelle che si erano preparati al meglio, decisi a piazzare su quella poltrona il loro candidato, Mario Michele Giarrusso. Ma ieri mattina su 24 membri della Commissione ne mancava uno soltanto: Vito Crimi, che si è presentato in ritardo. Così a Giarrusso gli è mancato il voto del senatore più rappresentativo: il capogruppo dei 5 Stelle. «Non sapevo dove fosse la sede della commissione e non trovavo la strada per arrivare» si è giustificato arrivando trafelato a Sant'Ivo alla Sapienza. Un pasticcio. La Giunta è l'organismo che per primo dovrà pronunciarsi sull'ineleggibilità di Berlusconi, cavallo di battaglia della campagna elettorale di Beppe Grillo. Risultato: Dario Stefano di Sel è stato eletto e Giarrusso, furibondo, si è autosospeso dal gruppo al Senato. Chiare le motivazioni: «Abbiamo passato mesi a fare casino per l'ineleggibilità di Berlusconi e abbiamo un capogruppo che non si presenta al voto per il presidente della Giunta. Si pensa che il M5S sia da meno degli altri partiti, ma ci sono mele marce anche da noi che se ne devono andare». Sul fronte dell'ineleggibilità dell'ex premier, Dario Stefano a chi gli chiedeva quando la mozione verrà calendarizzata ha risposto di non poter disporre dell'organismo come di un «videogame» e di non poter decidere dell'andamento dei lavori «premendo un tasto». E mentre Crimi e Giarrusso litigavano, Roberto Fico, 39 anni napoletano con laurea in Scienza delle Comunicazioni, era impegnato nella sua prima conferenza stampa da presidente dell'organismo bicamerale che si occupa del servizio pubblico radioteleviso. Eletto con 29 voti su 37, Fico ha detto che il «faro della commissione sarà di distaccare la politica dall'informazione. In futuro, non si dovrà avere dubbi sulle nomine dei direttori». Il canone Rai? «L'ho sempre pagato e invito tutti i cittadini a farlo, ma anche su questo va fatta una riflessione». E se sul tema, tanto urlato da Grillo di volere un'unica rete Rai, Fico non si è pronunciato, sull'altra questione spinosa, quella dei giornalisti, categoria invisa al Movimento dei 5 Stelle (solo qualche giorno fa un cameramen era stato allontanato da un palco), Fico pare non avere dubbi: «Con me lavoratori e giornalisti liberi saranno sempre tutelati. Come presidente di Vigilanza Rai, devo pensare che il servizio pubblico sia indipendente e quindi devo lavorare affinché nessuno abbia dubbi sulle libertà di quel giornalista». La vicenda del Copasir resta comunque il capitolo più contestato. L'elezione del senatore leghista Giacomo Stucchi ha scatenato l'ira sia di Sel, che del Movimento 5 Stelle. Vendola ha criticato l'intesa Pd-Pdl, mentre per il vicepresidente grillino alla Camera, Luigi Di Maio: «Non riusciamo a credere che una delle Commissioni che affronta i segreti più importanti del paese sia stata data a chi la Repubblica la vuole frantumare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA