Stranieri e ius soli solidarietà e offese alla ministra Kyenge
di Fiammetta Cupellaro wROMA Raccolte di firme, petizioni, proposte di legge, minacce sul web. La proposta lanciata dalla ministra dell'Integrazione Cecile Kyenge di concedere il diritto di cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri continua a dividere il mondo politico e la società civile. Un tema che sta a cuore al centrosinistra e che ha trovato d'accordo la presidente della Camera Laura Boldrini, ma sul quale il centrodestra ha reagito con una levata di scudi. Una polemica che si è ancora più infuocata quando Cecile Kyenge ha fatto intendere di voler presentare un disegno di legge sul tema dello ius soli. Da quel momento sulla rete sono aumentate le minacce e gli insulti rivolte all'esponente italo-congolese del governo già bersaglio di offese dopo il giuramento al Quirinale. Ieri la ministra ha incassato lo stop di Scelta Civica dopo quello dei colleghi del Pdl che hanno inserito il ddl sulla cittadinanza ai bimbi stranieri tra le «non priorità del governo». Motivo del no dei montiani? «Un'iniziativa del genere creerebbe imbarazzi alla maggioranza» è la spiegazione del deputato Mario Marazziti che ha invitato il ministro a guardare le proposte di legge già depositate. «In Parlamento ce ne sono già nove da prendere in esame». Una voce fuori dal coro quella dell'ex governatrice del Lazio, Renata Polverini. «Sosterrò la battaglia del ministro sullo ius soli – ha detto – è un tema che ormai bisogna affrontare anche perché la nostra società è sempre più multirazziale e multiculturale». Ma la polemica ha ormai travalicato i confini dei partiti. Ieri Cgil e Cisl si sono affiancate alla proposta della ministra. «Ci sono 900mila ragazzi che vivono con i nostri giovani sui banchi di scuola e si sentono italiani, ma per una formalità vedono non riconosciuto questo diritto» ha detto Liliana Ocmin segretario confederale della Cisl. Si tratta non solo di un atto di civiltà, «ma di un messaggio di fiducia a un paese che attraversa un periodo drammatico» ha spiegato Vera Lamonica della Cgil «le cose che la ministra Keynge ha detto sul tema dei diritti sono tali da poter qualificare una politica e farci uscire dal clima plumbeo e xenofobo che ha caratterizzato gli anni scorsi». Anche le Acli aprono alla prospettiva di una nuova legge sulla cittadinanza. «Per troppo tempo questo tema è stato affrontato con la peggiore ideologia e un retro pensiero razzista», ha dichiarato senza mezzi termini Massimo Tarasco, presidente delle Acli del Piemonte. Netta la presa di posizione di Sandra Zampa deputata Pd già capogruppo in commissione Infanzia e adolescenza: «Sarò a fianco di Cecile». Così come Vincenzo Spatafora, Autorità Garante per l'infanzia e l'adolescenza. Non hanno invece intenzione di abbassare i toni i colonnelli della Lega. Matteo Salvini, segretario in Lombardia, dopo aver proposto di sopprimere il ministero dell'Integrazione, si è scagliato personalmente su Cecile Keynge che domenica aveva raccontato la sua storia che dal Congo l'aveva portata a studiare Medicina in Italia. «Avere un ministro che è arrivato clandestinamente è una cosa che solo in Italia può accadere. Gli altri paesi ci ridono dietro». Contrario anche il governatore del Veneto Luca Zaia. Inaugurata una raccolta di firme guidata dal solito Salvini nelle piazze lombarde il 18 e 19 maggio per dire no all'introduzione dello ius soli. Ma è scattata anche una petizione lanciata dal direttore di Articolo 21, Stefano Corradino, contro l'europarlamentare del Carroccio Mario Borghezio che aveva insultato la ministra Keynge. La petizione è esplicita «fuori dal Parlamento europeo Mario Borghezio» e sulla piattaforma online Change.org ha già raccolto quasi 100mila firme. ©RIPRODUZIONE RISERVATA