Omicidio di Garlasco c'è attesa per il verdetto
di Anna Mangiarotti w GARLASCO «Alberto Stasi vuole esserci anche stavolta. Ma non è certo che la sentenza di Cassazione arrivi in giornata». Così diceva ieri l'avvocato difensore Angelo Giarda: è stata rinviata a oggi infatti, a Roma, l'udienza dello scorso 5 aprile per l'omicidio Poggi. Dalle 15 in avanti, sono previsti gli interventi delle parti: la requisitoria del procuratore generale, l'arringa della difesa e le conclusioni del legale di parte civile (i Poggi), avvocato Gianluigi Tizzoni. La Corte deve esaminare i ricorsi contro l'assoluzione anche in appello – dopo quella in primo grado – di Alberto Stasi, oggi 29enne. L'unico imputato per il delitto della fidanzata Chiara, uccisa a 26 anni il 13 agosto 2007, a Garlasco. La Cassazione potrebbe confermare in via definitiva l'assoluzione, o riaprire –ordinando di rifarlo per un presunto vizio di forma – il processo di appello davanti a un'altra sezione del tribunale di Milano per un presunto vizio di forma. «La scelta di rinviare a una seconda udienza non è significativa della tendenza a riaprire il caso – ribadiva ieri l'avvocato Giarda – è una scelta squisitamente tecnica, perché il 5 aprile erano in calendario quindici processi». Anche quel giorno, a sorpresa Alberto era in aula, nonostante il parere contrario dei suoi legali. Glielo avevano sconsigliato per evitare l'assalto delle telecamere. «Lo abbiano sconsigliato anche questa volta – aggiunge Giarda – ma pensiamo che farà di testa sua». Nella precedente udienza, aveva parlato il giudice relatore Angela Tardio, per riassumere gli atti del processo d'appello, sulla base dei quali la prima sezione della Suprema Corte dovrà decidere. Oggi tutta la seduta dovrebbe essere dedicata solo al caso Garlasco. Parleranno il procuratore generale Roberto Aniello per l'accusa, e appunto gli avvocati di difesa e parte civile. Alberto Stasi è sempre stato l'unico sospettato per la morte di Chiara Poggi, uccisa nella villa di famiglia in via Pascoli con un'ara forse un martello da muratore, mai ritrovata. La sentenza di primo grado, un'assoluzione con formula dubitativa ( la vecchia "insufficienza di prove") è stata pronunciata il 17 dicembre 2009 a Vigevano. Assoluzione bis in appello a Milano il 6 dicembre 2011. Anche oggi, se Alberto ci sarà, invece i genitori e il fratello di Chiara aspetteranno il verdetto a Garlasco. «Vogliamo la verità per Chiara: è la nostra ultima possibilità di avere giustizia», aveva dichiarato Rita, la mamma, prima dell'apertura del processo in Cassazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA