Amianto, appello a Maroni «Finanziate la bonifica»

di Donatella Zorzetto wBRONI Una lettera al neo presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, una lettera per chiedere aiuto: prima di tutto i fondi «per anticipare gli interventi necessari per portare a termine le attività di bonifica del Sin (Sito di interesse nazionale)di Broni e di smaltimento del materiale contenente amianto in base a quanto previsto negli elaborati progettuali esistenti o in altri successivamente richiesti», poi «un incontro per rappresentare nel dettaglio i problemi». L'ha firmata il consiglio comunale al completo, rappresentato dal sindaco Luigi Paroni, insieme alle forze politiche bronesi, ad Aiea Oltrepo, Avani, Comitato difesa ambiente, Comitato studenti, Bronicontroamianto, Legambiente e Wwf. «Il Sito di interesse nazionale di Broni, riconosciuto tale nel luglio del 2002, per la presenza della ex Fibronit, produttrice di manufatti contenenti amianto fino al 1994, costituisce per la Lombardia una emergenza prioritaria – spiegano i firmatari della lettera –. Si tratta di un'area dismessa di circa 13,5 ettari (il 35 % coperta da capannoni) situata praticamente all'interno del centro abitato a poche centinaia di metri da un plesso scolastico. È l'unico Sin in Lombardia inquinato da amianto». E proseguono: «È ormai riconosciuta la grave situazione sanitaria locale caratterizzata da un costante aumento delle vittime di malattie asbesto correlate, che hanno colpito non soltanto gli ex lavoratori (circa 3.800 tra maschi e femmine) ed i loro famigliari, direttamente o indirettamente a contatto con la fonte di inquinamento, ma colpiscono in questi ultimi tempi cittadini che hanno soltanto la colpa di aver respirato all'epoca della produzione l'aria di Broni». Seguono dati preoccupanti sul versante sanitario e su quello dei finanziamenti, «stanziati con il contagocce», sottolineano politici e ambientalisti. Ricordando: «Da anni le varie amministrazioni comunali che si sono succedute, insieme con le associazioni ambientaliste e la cittadinanza, si stanno battendo per ottenere i finanziamenti necessari per portare a termine le operazioni di bonifica del sito, dopo che il 22 novembre 2007 venne stipulato un accordo di programma tra Stato, Regione, Provincia e Comune». E concludono: «A fronte di una spesa compresa tra 20 e 30 milioni di euro, ne sono stati stanziati dal ministero 5,27, quasi totalmente spesi per la MISE, ultimata recentemente. Ora il danaro necessario per continuare i lavori tarda ad arrivare e non è possibile tollerare ulteriori ritardi. La bonifica deve essere portata a termine (il progetto giace al ministero dall'aprile 2012) e non si può interrompere l'iter già iniziato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA