Vigevano, per Pdl e Lega una netta vittoria: 47%

Seggio volante alla comunità Dianova di Cozzo. Sei ragazzi in programma terapeutico riabilitativo nella struttura di cascina Cascinazza hanno votato l'altro giorno, in mattinata, quando il presidente, il segretario e uno scrutatore del seggio allestito in paese si sono trasferiti alla Cascinazza. «Al termine delle operazioni, le sei schede sono state riportate a Cozzo e inserite nelle urne del seggio fisso», spiegano dal Comune. «E' stato un bellissimo esempio di cittadinanza attiva e di partecipazione alla vita democratica del nostro Paese», commentano dalla comunità di Cozzo. Nata nel 1985può ospitare fino a 49 persone in difficoltà: occupa un'area di 3500 metri, padiglioni residenziali e spazi comuni, giardini, laboratori, serra e orti, campo di calcio di pallavolo. Nella struttura opera un'equipe multidisciplinare. (u.d.a.) di Denis Artioli wVIGEVANO La città ducale e la Lomellina non premiano il centrosinistra. A Vigevano, il candidato presidente, Umberto Ambrosoli, ha raccolto più preferenze rispetto alle liste collegate. Nel caso in cui fosse necessaria una controprova, Vigevano ripete la propria scelta netta per il centrodestra, puntando decisamente su Roberto Maroni. L'alleanza Pdl-Lega Nord, con le liste che appoggiano il candidato leghista vola al 47%, mentre il centrosinistra si ferma al 31%. Il voto per la guida della Regione consolida, in città, anche la forza del Movimento 5 Stelle, che tocca gli oltre 5mila voti ottenuti anche al Senato, meno del successo raggiunto a Vigevano per il rinnovo della Camera dei Deputati (che ha visto M5S lanciato oltre i 7mila voti). Udc e Albertini restano attorno al 4%, mentre la lista di "Fare per fermare il declino" è l'unica a non superare la soglia dei mille voti, con Pinardi candidato. A Mortara domina la lista di Maroni (47,3%) contro la lista Anbrosoli (34,3%) ed è boom di preferenze per i due giovani candidati locali: Silvia Piani della Lega Nord (275 preferenze con 14 sezioni su 15 scrutinate) e Stefano Barbieri della lista "Con Ambrosoli" (203 voti per lui ad una sezione dal termine dello spoglio). Silvia Piani, infermiera 25enne a Pavia, ha qualche speranza di entrare in consiglio regionale. Naturalmente se la Lega Nord otterrà un consigliere e se il primo della lista, ovvero Angelo Ciocca, dovesse dimettersi, magari per fare l'assessore. Il Pd ripete la buona prestazione delle politiche: è il partito con il maggior numero di voti alle regionali, davanti al Pdl (migliore alla Camera). Recupera la Lega, che governa la città dal 2007, che alle regionali torna la terza forza in campo superando il Movimento 5 Stelle. Nel Pdl inoltre vince la corrente "dei formattatori" del sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo (rappresentanti in zona dal sindaco di Olevano Luca Mondin e dall'attivista Matteo Grossi): il loro candidato Mario Melazzini supera Vittorio Pesato, candidato sostenuto dalla linea ufficiale del Pdl mortarese. Melazzini ha fatto bene in tutta l'area di Mortara come a Sant'Angelo, Olevano e Castello d'Agogna. «Significa che almeno qui nella zona di Mortara la gente ha capito il nostro progetto - sottolineava ieri sera a spoglio in corso il "formattatore" Matteo Grossi - vogliamo una politica con persone vere della società civile, come Melazzini». La coalizione di Maroni vince anche a Robbio, dove però il Partito Democratico si conferma (come già successo per il Senato) la prima forza davanti al Popolo della Libertà, corrente dell'amministrazione comunale di Marcelo Gasperini. A Garlasco vince la coalizione di centrodestra, rappresentata anche dalla giunta Pdl-Lega di Pietro Farina. Il Pd però è il primo partito, con il 23%: ribaltato, anche se per pochi voti, il risultato delle politiche: 1250 voti al Pd, 1211 al Pdl. A Gambolò coalizione di Maroni al 50% e il Pdl del sindaco Elena Nai primo partito (1279 voti) davanti al Pd (1147 voti). A Mede il centrodestra esulta per la vittoria del leghista Roberto Maroni. Pdl e Lega insieme al 42% raggiungono quota 1.175 voti, davanti al centrosinistra col 38% (1.033 voti) e M5S con 610 voti, al 16,6%. Il sindaco Lorenzo Demartini, già consigliere regionale e assessore provinciale per il Carroccio, ieri commentava così l'esito elettorale: «Da una parte mi rivolgo al centrosinistra, che a Mede non riesce a prevalere né alle elezioni politiche né a quelle regionali. La nostra coalizione, dopo i risultati di lunedì, è ancora vincente. Dall'altra, riconosco che la Lega Nord presenta un problema di identità: deve lavorare molto nei prossimi mesi per ricostruirsi una credibilità». A Villa Biscossi il più piccolo paese della Lomellina con i suoi 65 aventi diritto al voto, Ambrosoli ha superato Maroni per due voti: 23 a 21. Il Pd si è attestato primo partito con 11 schede, davanti al Pdl (10), alla Lega Nord (8) e al Movimento 5 Stelle (5). Spulciando le preferenze, da segnalare il risultato ottenuto da Silvia Santi, imprenditrice agricola di Mede candidata nella lista Ambrosoli presidente. L'hanno votata sei elettori di Villa Biscossi: dietro di lei Ciocca (5), Pesato (3), Melazzini (2) e Bosone (1). (Hanno collaborato Sandro Barberis e Umberto de Agostino)