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di Natalia Andreani wROMA Nicola Zingaretti è il nuovo Governatore della Regione Lazio. Il dirigente del Pd ha conquistato il 41,3 per cento dei voti (il dato si riferisce ai tre quinti dello scrutinio) vincendo con ampio distacco sul rivale della Destra, Francesco Storace, fermo al 28,7. Ma anche alla Pisana entrano di prepotenza "i grillini" del Movimento 5 stelle: con Davide Barillari che ha incamerato il 20,2 per cento dei voti. Quarta l'avvocato Giulia Bongiorno, candidata delle Liste per Monti con il 4,5%, quinto Sandro Ruotolo di Rivoluzione Civile al 2,1%. Il verdetto definitivo delle urne è arrivato a tarda sera, alla fine di uno spoglio lentissimo. Ma già alle sette Storace - che l'altro ieri aveva bocciato gli instant poll promettendo «una sorpresina» - ha riconosciuto la sconfitta e ha telefonato all'avversario per augurargli buon lavoro. Qualche minuto più tardi Zingaretti ha preso la parola nella sede del suo comitato elettorale, visibilmente emozionato. «Sarò il presidente di tutte le cittadine e di tutti i cittadini di questa regione. Ora più che mai abbiamo bisogno di innovazione e serenità», sono state le sue prime parole. Poi una breve analisi del voto. «Sono felicissimo. E' un risultato bellissimo. E la novità sono stati i tanti voti disgiunti», ha detto il neo Governatore la cui è affermazione è andata oltre la coalizione che lo ha sostenuto . «Qui è passato un messaggio di fronte all'astensionismo e alla cattiva politica, qui ha vinto buona politica che governerà per cinque anni questa regione. Il risultato indica grande responsabilità perché frutto di un grande voto di discontinuità», ha aggiunto Zingaretti. «Un voto che è anche un avviso di sfratto al sindaco Alemanno, che ha mal governato e si farà ricordare solo per scandali e cattiva gestione», ha commentato a caldo Marco Miccoli, segretario del Pd Roma, sottolineando (a spoglio ancora in corso) che è stata la Capitale a incoronare Zingaretti (sopra il 40 in tutti i quartieri della città). Nelle periferie ha invece dominato Grillo. Attorno a quota 20 per cento - e con un successo personale addirittura superiore a quello della lista - si è infatti attestato l'esponente di M5S, Davide Barillari, 38 anni, consulente informatico con un passato da militante di Rifondazione e di delegato Fiom Cgil. Il Movimento ieri ha però protestato con il Viminale per l'annullamento delle schede sulle quali una nutrita pattuglia di entusiasti elettori dell'M5S ha scritto il nome di Beppe Grillo che non era candidato. «La volontà degli elettori era chiara. Il nome di Grillo non era che un rafforzativo», ha contestato Barillari. Tra Pd ed M5S ci sarà dialogo?, è stato chiesto a Zingarettti. «Aprirò un confronto con tutto il consiglio regionale sui temi che reputo anche miei», ha risposto il Governatore. La cosa certa è che «eredito una Regione in condizioni disastrose. Se fosse un'azienda sarebbe in default con 22 miliardi di debito e una situazione sociale drammatica. Vorremmo cambiare e cambieremo anche in questo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA