La Red Bull ha cominciato la riscossa
E' uscita con le ossa rotte dal trittico iniziale del mondiale. La sua assenza tra le scuderie a punti suonava particolarmente grave, per le aspettative che patron Mateschiz ripone in questa stagione. Ma il quinto posto di Barcellona ha dato un po' di ossigeno alla Red Bull. Siamo sempre nell'ambito dell'altro campionato, sembra comunque difficile che la scuderia possa arrivare ad insidiare non solo Ferrari e McLaren ma anche, allo stato attuale, la Bmw. Ma intanto qualcosa si è mosso, dei passi avanti sono stati compiuti ed ora arriva il Gp di Monaco, dove proprio lo scorso anno Coulthard fu terzo.
La Red Bull di quest'anno, del resto, ha cercato di uscire da quella sorta di limbo nella quale si era cacciata nei suoi primi anni di partecipazione ai Gp. Grandi investimenti, ma pochi risultati, in sintesi, il cammino delle monoposto rossogialloblù fin qui.
Quest'anno la ricerca di una svolta, caratterizzata da non poche novità.
In primis l'arrivo di Adrian Newey, il tecnico più pagato dell'intero Circus.
La presenza del progettista ex-McLaren Mercedes sembrerebbe una garanzia di sviluppo, anche se la vettura nuova, almeno inizialmente, non ha reso secondo le aspettative.
L'altra novità, questa più difficile da comprendere è il passaggio dal motore Ferrari a quello Renault.
E' vero che quello francese è il propulsore campione in carica, ma di certo quelli di Maranello non sono da meno. In realtà due sembrano i fattori che hanno spinto verso questa scelta: i punti di attacco del motore più bassi e il fatto che la Red Bul si sentiva semplice cliente con la Ferrari, mentre con i francesi ci sarebbe un rapporto di collaborazione tecnica, con la Renault che voleva più propulsori in pista per accelerare quel minimo di sviluppo consentito dagli attuali regolamenti.
Altra novità, ma questa indipendente dalle scelte del team, il passaggio dalle Michelin alla monogomma Bridgestone.
Tutti aspetti che, nei primi Gp hanno dato scarsi risultati.
In due occasioni addirittura lo stesso Coulthard ha dovuto mestamente prendere il via dall'ultima fila della griglia di partenza.
Poi però il ritorno in Europa ha permesso un ulteriore sviluppo della vettura, soprattutto per quello che riguarda la parte aerodinamica. Già nei test che hanno preceduto la gara spagnola un nuovo musetto con un doppio baffo ha permesso di migliorare se non altro nelle prestazioni cronometriche.
In gara poi, nonostante un problema al cambio ad innesti continui, Coulthard ha mostrato di essere tutt'altro che ‘bollito', ma di essere, vista anche la pochezza mostrata fin qui da Webber, l'unico in grado di portare con regolarità la RB3 a punti.
Non che possa bastare questo risultato, se è vero che Newey ha cominciato ad apportare dei cambiamenti nell'organico del dipartimento aerodinamico, ritenuto in gran parte responsabile del pessimo inizio di stagione.
Ma intanto un segnale la gara di Barcellona l'ha mandato. Nel mondiale, almeno in quello degli altri, la Red Bul c'è e a Montecarlo Coulthard cerca una prima conferma.