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Descrivere il momento della Ferrari significa ancora una volta parlare della Bridgestone. Alla vigilia dell'imminente Gran premio del Canada e, più in generale, della doppia trasferta nordamericana (dopo Montreal il Circus farà tappa ad Indianapolis), restano le gomme il nodo che a Maranello non riescono a sciogliere. Mescole sfornate (e provate) in quantità.
Ma non sono ancora bastate per rendere competitive le F2005, indietro nelle classifiche ma, anche due settimane fa al Nurburgring, velocissime.
Questo però non appena i pneumatici lo consentano. Anche nei test più recenti l'attenzione, fatto inevitabile, era rivolta alle coperture nipponiche.
Tre piloti schierati su altrettanti circuiti rappresentano l'ultimo sforzo profuso per avvicinare i team equipaggiati Michelin.
Un traguardo, quest'ultimo, sul quale pochi ormai puntano ed ancora una volta i test pre-Gp sembrano dare ragione ai pessimisti: a Silverstone Barrichello ha deluso, facendo segnare con preoccupante costanza tempi fra i peggiori nelle prove comuni, alle quali hanno partecipato anche Toyota, Renault, Bar, Williams, Red Bull, Jordan e McLaren. Quest'ultima (come trattiamo a parte in dettaglio) si è confermata al vertice, concludendo la sessione con il tempone firmato da Raikkonen, nella circostanza più veloce di oltre tre secondi rispetto al brasiliano ferrarista. In Inghilterra anche i tempi di Badoer (impegnato pure a Fiorano) confermano la crisi, cosi come non confortante è l'esito della tre giorni svolta da Genè a Monza. Il collaudatore spagnolo del cavallino pur avendo segnato il miglior crono (in pista c'erano anche BAR, Sauber e Toyota) ha patito sia l'inconsistenza delle Bridgestone (usurate già dopo una decina di giri, distanza che il tester ha coperto in più occasioni), sia la rottura del propulsore. Anche la Sauber, che monta il V10 di Maranello, ha concluso le prove per una perdita di acqua nel motore; la monoposto elvetica ha presentato una versione delle pance modificata, con molte aperture necessarie proprio per migliorare il raffreddamento.
Contrattempi restano in agguato, insomma, eppure l'istinto di Schumi non invita certo alla rassegnazione: «Vogliamo tornare presto al vertice - dichiara il campione del mondo che, come d'abitudine, prima di Canada e Stati Uniti si è concesso una vacanza con la famiglia -, già al Nurburgring, se non fossimo incappati nella confusione iniziale, Rubens ed io saremmo stati in una situazione molto favorevole».
E proprio dal paulista arriva un altro sprone a non mollare: «La speranza è che a Montreal il nostro mondiale cambi - le parole di Barrichello - sui circuiti nordamericani siamo sempre andati bene. McLaren e Renault sono avversari molto forti, ma se troviamo la strategia giusta domenica possiamo anche vincere».
Marco M. Nagliati