Fiaccolata alla casa del delitto. «Un segno di luce nel buio»
Dall’oratorio di Lambrinia fino a via Mariotto per ricordare la donna strangolata
Sandro BarberisDall’oratorio di Lambrinia fino a via Mariotto per ricordare la donna strangolata
Sandro BarberisUna decina i mezzi presi di mira tra via Porta Damiani e Lungoticino Sforza: finestrini fatti a pezzi
Fabrizio MerliL’omicidio al culmine di una rissa sul lungomare della città tra due bande rivali
«A Milano avremmo dovuto ricostruire, qui invece molto è ancora simile a una città lombarda dell’Ottocento»
giacomo aricòSerata disastrosa per la Elachem: i pugliesi si portano a meno 2 in classifica (e in vantaggio negli scontri diretti)
Fabio BabettoVideo Un incendio devastante è divampato nella discoteca Pulse di Kocani, in Macedonia del Nord, mentre 1500 giovani assistevano a un concerto del duo hip-hop Dnk. Secondo le prime ipotesi, le fiamme sarebbero state innescate dai fuochi d’artificio piazzati sul palco, scatenando il panico tra la folla. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video Un incendio devastante ha colpito la discoteca Pulse di Kocani, in Macedonia del Nord, durante un concerto del duo hip-hop Dnk, causando almeno 51 morti e oltre 100 feriti. Le fiamme, divampate intorno alle 3 del mattino a causa di fuochi d’artificio sul palco, hanno scatenato il panico tra i 1500 presenti. I vigili del fuoco sono intervenuti per domare il rogo, mentre le autorità hanno avviato un’indagine per accertare le responsabilità. Alcuni organizzatori dell’evento sono stati arrestati. Il governo ha promesso interventi immediati, mentre la Federcalcio macedone ha sospeso le partite in segno di lutto. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video Oltre 1.500 ragazzi erano presenti al Pulse, una discoteca di Kocani, in Macedonia del Nord, per assistere al concerto di una band locale. Secondo le prime ricostruzioni, l'incendio sarebbe stato innescato dai fuochi d’artificio posizionati sul palco. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video È una piazza che non sa finire, quella convocata da Michele Serra a Roma per l’Europa. Sono arrivati in cinquantamila, assiepati alle transenne, accalcati sulle scalinate, davanti a un maxischermo sulla terrazza del Pincio: colorati, convinti, attenti. Nulla ha spaventato: il cielo ha resistito alla pioggia, le idee diverse sono state ricchezza, le bandiere europee hanno saputo fondersi con quelle della pace, dell’Ucraina, della Georgia, finalmente capaci di essere tutte insieme per qualcosa. Era questa la chiamata fatta dalle pagine di Repubblica cui hanno risposto i sindaci, a partire da quello di Roma Gualtieri, poi il Pd, Italia Viva, Azione, Alleanza Verdi sinistra, Cgil, Cisl e Uil, Anpi. Ma soprattutto, le persone: Katia è partita da Francavilla per essere qui col figlio, che ha sedici anni. Fabrizio ha lasciato la sua libreria a Senigallia, ed è arrivato con gli amici. Chi è in prima fila viene da Perugia, Salerno, Caserta, Treviso, Bari. I primi cittadini col tricolore sono oltre trecento, dal milanese Giuseppe Sala al torinese Stefano Lo Russo al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Ecco la registrazione video integrale dell'evento. Il dossier Una piazza per l'Europa
Il soffitto ha preso fuoco per colpa dei fuochi pirotecnici sul palco, i proprietari del locale sono stati arrestati. Il locale aveva solo una via di uscita. Sette giorni di lutto nel Paese
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