Figlia strangola l’anziana madre nel sonno a Riva del Garda e chiama i carabinieri: “L’ho uccisa”
La figlia 61enne forse era esausta per una vita passata ad accudire la madre. Questa è la prima ipotesi avanzata dai carabinieri
La figlia 61enne forse era esausta per una vita passata ad accudire la madre. Questa è la prima ipotesi avanzata dai carabinieri
L'episodio, da una prospettiva cinese, dimostra il disfacimento dell'affidabilità degli Stati Uniti da cui la Cina vuole tenersi distante
Il 74enne colpito dal malore a poche centinaia di metri da casa. Il decesso ore dopo in ospedale
Adriano AgattiVideo Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito a Fox News di rispettare il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il popolo americano. La dichiarazione avviene dopo lo scontro tra i due leader avvenuto lo stesso giorno alla Casa Bianca. L'incontro tra Trump e Zelensky, incentrato sulla guerra con la Russia, si è concluso in un disastro, con un acceso confronto davanti ai media di tutto il mondo alla Casa Bianca. Zelensky guardava all'appuntamento nello Studio Ovale come un'opportunità per convincere gli Stati Uniti a non schierarsi dalla parte del presidente russo Vladimir Putin, che tre anni fa aveva ordinato l'invasione dell'Ucraina. Invece, il presidente statunitense Trump e il vicepresidente JD Vance hanno attaccato Zelensky, accusandolo di mancanza di rispetto, portando le relazioni con il più importante alleato bellico di Kiev a un nuovo minimo storico. Il conduttore di Fox News, Bret Baier, ha chiesto a Zelensky se il rapporto tra lui e Trump potesse essere recuperato: "Sì, certo. Perché si tratta di relazioni che vanno oltre il Presidente. Sono relazioni storiche, forti relazioni tra i nostri popoli", ha risposto Zelensky.
Padre dell'ambientalismo italiano, aveva 90 anni, si trovava in una clinica romana dove era ricoverato da giorni: le sue condizioni si sono aggravate all'improvviso
Nella notte in cui Trump “bullizza” il presidente ucraino a Washington, al resort termale dove è stato organizzato da Bruno Vespa il “Forum in Masseria” c’è chi festeggia
Chiusa stamane la strada per un guasto all’acquedotto
Selvaggia BovaniNon è stato un incontro internazionale. È stata una messa in scena. Davanti alle telecamere amiche, con le domande compiacenti degli intervistatori, ad uso della audience trumpiana di Fox New
Video Un video girato nello Studio Ovale mostra l'ambasciatrice ucraina negli Stati Uniti, Oksana Markarova, chiudere gli occhi con la testa tra le mani durante l'acceso scambio tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, avvenuto venerdì 28 febbraio alla Casa Bianca. L'incontro tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e Donald Trump si è concluso in un disastro, dopo che i due leader si sono scontrati davanti ai media di tutto il mondo, alla Casa Bianca. Zelensky aveva visto l'incontro nello Studio Ovale come un'opportunità per convincere gli Stati Uniti a non schierarsi dalla parte del presidente russo Vladimir Putin, che tre anni fa ha ordinato l'invasione dell'Ucraina. Invece, il presidente statunitense Trump e il vicepresidente JD Vance hanno attaccato Zelensky, accusandolo di mancanza di rispetto, facendo precipitare le relazioni con il più importante alleato bellico di Kiev a un nuovo minimo storico. Secondo un funzionario statunitense, al leader ucraino è stato chiesto di andarsene. L'accordo tra Ucraina e Stati Uniti per lo sviluppo congiunto delle ricche risorse naturali ucraine — che Kiev e i suoi alleati europei speravano potesse inaugurare una nuova fase nei rapporti bilaterali — è rimasto senza firma. IL VIDEO DELLA LITE
Video Ancora saluti romani e il "presente" nella Capitale, per il 50esimo anniversario della morte di Miki Mantakas. La manifestazione di alcuni militanti di estrema destra a piazza Risorgimento a Roma, angolo con via Ottaviano, per la commemorazione dello studente universitario, attivista della Lega nazionale degli studenti greci in Italia, e militante del Fronte universitario d'azione nazionale (Fuan) ucciso a Roma il 28 febbraio 1975 da due proiettili davanti alla sezione del MSI di via Ottaviano. Oltre al saluto romano, seguito dal 'presente' ripetuto tre volte anche uno striscione 'lui vive lui combatte'. Da una finestra è arrivato un urlo ben scandito: "viva l'Italia antifascista".
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