Trent’anni dall’omicidio di don Diana, prete anti-clan. Scout “invadono” Casal di Principe: “Uno di noi”
E domani sera, 19 marzo, lo ricorda un documentario realizzato da Tv2000
domenico agassoE domani sera, 19 marzo, lo ricorda un documentario realizzato da Tv2000
domenico agassoL’ultima è stata la legittimazione della vittoria di Putin: «I russi hanno votato e ne prendiamo atto» ha detto il leader del Carroccio. Tajani si smarca: «Ci sono state pressioni violente»
federico capursoVideo Il 18 marzo 2006 nasceva la GayHelpLine, il numero verde antiomobitransfobia 800 713 713. Da allora Gay Help Line e la chat Speakly.org hanno ricevuto 350mila contatti fornendo ascolto e supporto alle persone Lgbtqia+: lo riferisce il GayCenter, l'associazione che gestisce il servizio. Nel 2016, è stata inaugurata la prima casa famiglia "Refuge Lgbt+" per giovani vittime di violenza e discriminazione, seguita nel 2021 dal Refuge T* “A casa di Ornella” per persone trans e non binarie. Secondo il Gay Center, i dati recenti mostrano un aumento significativo dell'omobitranasfobia, "con oltre il 51% dei contatti provenienti dai giovani che affrontano difficoltà in famiglia o a scuola. Il 41,6% delle persone assistite riporta violenze familiari a causa della loro identità Lgbt+, e solo il 10% dei giovani cacciati di casa trova rifugio nelle strutture come Refuge Lgbt+ e Refuge T*". GayHelpLine si sostiene grazie al il supporto di Unar – Ministero Pari Opportunità, Regione Lazio, Comune di Roma, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Chiesa Valdese e donazioni di Aziende e singoli.
Video Il Napoli ha appena pubblicato un tweet dal suo account ufficiale contro il razzismo. "Da Napoli al mondo, gridatelo ad alta voce: no al razzismo", questo il testo del tweet che ha un video con i calciatori del Napoli inquadrati in primo piano che dicono frasi nella loro lingua contro il razzismo. Il tweet viene pubblicato il giorno dopo la parola "negro" che sarebbe stata detta dal difensore dell'Inter Acerbi al difensore azzurro Juan Jesus ieri durante Inter-Napoli.
Video "Non commentiamo le parole della premier Meloni, diciamo solo che nel nostro Paese fortunatamente c'è la separazione dei poteri, a differenza di quello che succede nei regimi". Lo afferma l'avvocato Alessandra Ballerini, legale dei genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, commentando la visita del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ieri al Cairo.
Video Il 18 marzo 1944 si verificava quella che ad oggi è l'ultima eruzione del Vesuvio. Arrivava al termine di un lungo periodo di attività del vulcano, iniziata poco dopo l'eruzione del 1631 e particolarmente persistente dal 1914 in poi. Le fasi dell'eruzione sono state descritte nel dettaglio dal Direttore dell'Osservatorio Vesuviano, Giuseppe Imbò, che monitorò l'eruzione dalla sede storica dell'ente situata sul fianco orientale del Vesuvio, a quota 608 m s.l.m. Anche durante la fase parossistica più violenta dell'eruzione non abbandonò mai l'Osservatorio mettendo a repentaglio la propria vita. Imbò distinse quattro fasi principali dell'eruzione. La prima iniziò proprio alle 16.30 del 18 marzo di 80 anni fa, con un'esplosione che distrusse parzialmente il piccolo conto di scorie intracraterico. L'esplosione fu subito seguita dall'emissione di due separate colate laviche dal cratere, una in direzione Sud-Est e l'altra in direzione Nord per poi essere deviata dal M.Somma in direzione Ovest. Le truppe Alleate documentarono per la prima volta con foto e video l'eruzione del vulcano. Ceneri, pomici e blocchi incandescenti coprirono il cielo di Napoli e dintorni. Dopo la terra tremò e poi, finalmente, la quiete. Nelle immagini storiche dell'archivio Reuters (British Paramount Newsreel), le fasi concitate dell'ultima grande eruzione del Vesuvio.
È vero che studenti e famiglie capiscono meglio i giudizi sintetici di quelli descrittivi? Ne parliamo con il pedagogista Davide Tamagnini: «I nostri figli hanno bisogno di valutazioni, non di classifiche»
nadia ferrigo
Video Intervista all’attore, 80 anni, protagonista di un documentario presentato al Festival di Bari – 'Pretendo l’inferno', di Eugenio Ercolani – e di un’intensa stagione del cinema italiano di genere negli anni Settanta, tra aneddoti, ricordi, riflessioni e incontri anche clamorosi.
Intervista di Arianna Finos
Riprese e montaggio di Rocco Giurato
Video 18 marzo 2020 - 18 marzo 2024. Quattro anni fa una delle immagini iconiche della pandemia da Covid. Un convoglio composto da diversi camion dell’Esercito italiano porta decine di vittime di coronavirus da Bergamo, dove il cimitero era al collasso, al camposanto di Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, in Piemonte. Il video fece il giro del mondo. Il governo nel 2021 ha istituto proprio il 18 marzo Giornata nazionale per le vittime del Covid.
Pavia, a 35 anni dal disastro la commemorazione delle quattro vittime. Bottoni (Croce Verde): «La vedevi e sapevi di essere a Pavia»
Silvio PuccioPagina 5 di 48