Non sa dire in italiano “Come ti chiami?”, sindaco leghista nega la cittadinanza a una donna marocchina da 21 anni in Italia
Il fatto a Pontoglio, un piccolo centro in provincia di Brescia. Già un caso analogo alcuni anni fa
Il fatto a Pontoglio, un piccolo centro in provincia di Brescia. Già un caso analogo alcuni anni fa
Video Dove corre la Russia, dopo due anni di guerra in Ucraina, la morte di Aleksej Navalny e alla vigilia di elezioni presidenziali che potrebbero fare rimanere Vladimir Putin al Cremlino fino al 2036? Per rispondere a questa domanda è necessario conoscere la storia di questa immensa nazione, la più grande della terra, sparsa lungo undici fusi orari, dal mar Baltico all'oceano Pacifico, dalla frontiera con la Polonia a quella con la Cina. La storia di un Paese di Zar, rivoluzionari e dittatori, di grandi scrittori, artisti e musicisti, ricco di petrolio, gas e caviale, ma da sempre povero di libertà, diritti e democrazia. Ce la raccontano, in questo podcast di cinque puntate, due grandi giornalisti come Enrico Franceschini e Paolo Garimberti, entrambi corrispondenti da Mosca per diversi anni e profondi conoscitori della Russia. DOVE CORRI, RUSSIA? è una serie di OnePodcast e Repubblica. La puoi ascoltare gratuitamente sul sito di Repubblica, sull'app di OnePodcast e su tutte le principali piattaforme audio. Ogni martedì una nuova puntata.
Si infiamma la politica interna. Botta e risposta tra Calenda e Salvini su Navalny dopo la fiaccolata di lunedì scorso continua la polemica. Tajani: «Morte provocata dal Cremlino»
Video I circa 150 dipendenti del Grand Hotel "La Sonrisa", noto al grande pubblico televisivo come Il Castello delle Cerimonie, stanno vivendo con apprensione l'incertezza per il loro futuro lavorativo. L'hotel è stato confiscato e affidato al Comune di Sant'Antonio Abate, nel Napoletano. Incertezza che sta facendo registrando diverse cancellazioni da parte delle coppie che avevano programmato di festeggiare lì le loro nozze. Anche se il Grand Hotel resta aperto, il destino dei suoi dipendenti rimane incerto. I lavoratori hanno così organizzato una marcia per giovedì mattina attraverso le strade di Sant'Antonio Abate. La manifestazione prenderà il via alle 9:00 dai cancelli bianchi del Castello, per poi proseguire lungo le vie della città.
Video Una interprete e insegnante russa di nome Anna Larina ha denunciato su Instagram di non aver potuto acquistare una bottiglia d'acqua al duty free dell'aeroporto di Roma Fiumicino per via del suo passaporto. Le commesse hanno addotto come motivazione delle inesistenti direttive del ministero degli esteri in riferimento alla guerra in Ucraina e ai giorni delicati immediatamente successivi alla morte in prigione del dissidente Aleksej Navalny. Leggi l'articolo
La paura della malattia: il padre morì per le stesse cause a soli 59 anni
Video "L'unica cosa che può far cadere Putin è la sconfitta militare e per questo dobbiamo aiutare l'Ucraina. Solo così possiamo salvare anche la Russia. Slava Ukraini". Sentire una cittadina russa gridare lo slogan che dall'inizio del conflitto nell'est Europa sostiene il popolo ucraino fa sempre un certo effetto. A gridarlo in piazza della Scala a Milano, durante una fiaccolata in ricordo di Alexei Navalny, è Maria Mikaelyan, ricercatrice in architettura e museologia nata a Mosca, tra le animatrici della Comunità dei Russi Liberi in Italia, organizzazione che dopo l'omicidio del dissidente russo ha proposto una petizione per intitolargli la strada dove ha sede il consolato russo. "Facevo parte del suo movimento e sono venuta in Italia a seguito delle proteste del 2012, quando - ricorda - scendevamo in piazza per la democrazia ma la polizia ci massacrava". "Mi manca la Russia che non esiste più", racconta con un filo di emozione mentre si dirige in piazza Mercanti, luogo deputato a memoriale di Navalny dove si accumulano fiori, biglietti e candele. "La società russa non è pronta a scendere in piazza perché - spiega a due passanti incuriositi - nessuno vuole morire come lui. La paura è tanta e per questo, ripeto, dobbiamo aiutare l'Ucraina". La speranza adesso è riposta nella moglie Yulia Navalnaya: "È una donna forte e coraggiosa, continuerà la sua lotta".
Video Immagini di Navalny sono state proiettate sulla facciata del consolato russo a Cracovia. Gli investigatori hanno comunicato alla madre di Alexei Navalny che il suo corpo non sarà restituito alla famiglia per altri 14 giorni. Lo ha scritto su X l'ex portavoce dell'oppositore, Kira Yarmysh, secondo la quale la motivazione è che la salma deve essere sottoposta ad "esami chimici".
Video Lionel Messi ha rotto il silenzio e si è rivolto ai suoi tifosi cinesi con un video postato lunedì sera sul social media Weibo. Il campione argentino ha definito "totalmente false" le speculazioni secondo cui avrebbe saltato la partita della sua Inter Miami a Hong Kong per motivi politici. La star sudamericana era stata accusata di aver deluso il pubblico locale saltando l'incontro in calendario, malgrado i biglietti fossero stati venduti anche a 600 dollari. "Ho fatto tantissime cose in Cina: interviste, giochi ed eventi. Ci sono stato anche altre volte e lì ho giocato con Barcellona e la nazionale argentina"; ha continuato Messi. Il Pallone d'oro ha ribadito che l'assenza era dovuta a un'infiammazione ai muscoli delle gambe. Questo video di Messi è l'ultimo atto di una saga iniziata il 4 febbraio, quando decine di migliaia di tifosi erano rimasti delusi perché il numero 10 era rimasto in panchina nell'amichevole vinta dall'Inter Miami per 4 a 1 contro la selezione locale Hong Kong XI. Il Consumer Council della città aveva ricevuto più di 1.350 reclami da tifosi locali e turisti recatisi a Hong Kong per la partita. Tatler Asia, la società organizzatrice dell'evento, aveva detto che avrebbe rinunciato ai sussidi governativi e offerto ai fan un rimborso del 50% del biglietto. Nel mezzo della diatriba, il Global Times, il tabloid nazionalista cinese del Quotidiano del Popolo, aveva ventilato in un editoriale possibili "motivi politici" dietro l'assenza in campo di Messi, suggerendo che forze esterne stessero "cercando deliberatamente di mettere in imbarazzo Hong Kong". La Federcalcio di Pechino, in seguito, aveva cancellato due amichevoli dell'Argentina previste per marzo, contro la Nigeria a Hangzhou e la Costa d'Avorio a Pechino. Video Reuters
I dati allarmanti della Sima (la Società Italiana di Medicina Ambientale)
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