Shoah, Segre: "Non ha senso dire male assoluto senza condannare ciò che lo ha reso possibile"

Video "Non ci si arriva così un giorno per caso". La senatrice a vita Liliana Segre, nel corso del suo intervento al Memoriale della Shoah di Milano nell'ottantesimo anniversario della sua deportazione, sottolinea come "non avrebbe senso condannare il male assoluto dell'olocausto senza condannare la catena che lo ha reso possibile". Un sottile riferimento, parrebbe, alle parole pronunciate dal presidente del Senato Ignazio La Russa, proprio al Memoriale di Milano, dove pur avendo definito l'olocausto un "male assoluto", aveva evitato di definirsi antifascista davanti ai cronisti. "Dato che si è giustamente parlato di male assoluto penso che - ha aggiunto - a un assoluto ci si arriva attraverso un lungo percorso, nel quale ogni passaggio è funzionale a rendere possibile, a rendere accettato, a rendere addirittura condiviso da molti quel male". Fra le tappe di quel percorso la senatrice a vita ha citato "la partecipazione alla guerra al fianco di Hitler", "la campagna razziale e le leggi razziste", "l'avventura coloniale per sottomettere popoli giudicati inferiori" e "prima ancora l'abolizione di ogni spirito critico attraverso la propaganda di regime".

Di Andrea Lattanzi

Gaza, Liliana Segre: "Non devo discolparmi in quanto ebrea per ciò che fa Stato di Israele"

Video "Il 27 gennaio sono accadute cose che mi hanno lasciato sgomenta. Io non penso proprio di dover rispondere, di dovermi discolpare, in quanto ebrea di quello che fa lo Stato di Israele". La senatrice a vita Liliana Segre, nel discorso al Memoriale della Shoah di Milano dove ha parlato della sua deportazione avvenuta esattamente 80 anni fa, legge un'accorata lettera con forti riferimenti al conflitto in Palestina. "Trovo sbagliato mescolare cose completamente diverse come in tanti hanno fatto - ha spiegato -. Come coloro che hanno pensato di mettere in discussione il 27 gennaio (Giorno della Memoria ndr) per quello che sta succedendo a Gaza. Evidentemente hanno un bisogno spasmodico di far pari e patta con la Shoah e di togliere agli ebrei il ruolo di vittime per antonomasia, per liberarsi da un inconscio complesso di colpa". "Qualcuno ha scambiato il Giorno della Memoria - ha concluso - per una specie di regalo fatto agli ebrei, da revocare se gli ebrei si comportano male. Siamo davanti a una catastrofe culturale"   Di Andrea Lattanzi

Metropolis/490 - "Salis della democrazia". Perché Meloni non chiede aiuto a Orbán? Con Ainis, Bonini, Cucchi, Nardella, Marrocco, Paragone, Pertici e Salis (integrale)

Video "Orban non c'entra, i processi non li fa lui". Il nostro ministro degli Esteri Tajani non vuole fare "un caso politico" di un'italiana antifascista in prigione da un anno e ora a processo a Budapest. Ilaria Salis si dichiara innocente, il padre Roberto ha potuto incontrare il nostro ambasciatore a Budapest solo adesso e non è anche un caso politico? Legge bavaglio in aula per il rush finale, mentre in un vertice di maggioranza si mettono a punto modifiche importanti alla riforma del premierato: via il premio di maggioranza al 55% e secondo premier solo per decesso o grave impedimento del primo. Il Capo dello Stato resta indebolito come prima: non nomina più il premier eletto direttamente dal popolo, non può nominare nuovi premier nel caso di voto di sfiducia delle Camere. Si andrà subito al voto.     Oggi siamo con Roberto Salis, padre di Ilaria; Dario Nardella, sindaco dem di Firenze; Patrizia Marrocco, deputata di Forza Italia in commissione Esteri; Gianluigi Paragone, giornalista e scrittore. Poi Ilaria Cucci, deputata Avs e il costituzionalista Michele Ainis, autore di "Capocrazia" (La nave di Teseo). Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. Con una videostoria di Ilaria Salis di Giulio Ucciero. In studio con Geraredo Greco: Laura Pertici e Carlo Bonini    GUARDA TUTTE LE PUNTATE    Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video su Repubblica

L'arrivo di Sinner a Fiumicino, i primi passi del campione sul suolo italiano

Video Dopo il trionfo agli Australian Open, Jannik Sinner è rientrato in Italia da Melbourne, con un volo arrivato a Fiumicino poco dopo le 12. All'arrivo all'aeroporto Leonardo da Vinci, dove si erano radunati fotografi e troupe televisive nella zona arrivi del terminal 3, è stato accolto e festeggiato allo sbarco dalla società di gestione Aeroporti di Roma che già domenica scorsa, non appena terminata la finale degli Australian Open, aveva celebrato sul proprio profilo Instagram, Rome Airports, il successo dell'altoatesino postando le immagini del momento della vittoria contro Medvedev accompagnate dalla scritta: "Orgoglio italiano. Ti aspettiamo!". Accompagnato poi da Adr e dalla Polaria, Sinner, in tuta, occhiali da vista con montatura nera, e con il borsone da tennis portato sulle spalle, ha raggiunto l'esterno del terminal, applaudito al suo passaggio dai viaggiatori presenti e dal personale di scalo.

Metropolis/490 - Caso Salis, la denuncia del padre: "Stanno cercando di screditare le azioni di mia figlia"

Video In cella da 11 mesi, Ilaria Salis è apparsa in catene nell’ultima udienza a Budapest. Il padre Roberto a Metropolis racconta a Laura Pertici e Gerardo Greco: "Mia figlia ha subito torture e umiliazioni, hanno cercato di interrogarla senza l'avvocato. Ora vedo che in rete la accusano di azioni che non ha mai compiuto".   GUARDA TUTTE LE PUNTATE     Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video su Repubblica

Il rapper Luchè a Casadei: "Il mio primo omicidio l'ho visto a 9 anni"

Video L'ospite della nuova puntata del podcast "One More Time" (OnePodcast) di Luca Casadei è Luca Imprudente, rapper partenopeo meglio conosciuto con il nome d'arte Luchè. Ai microfoni di Luca Casadei, Luchè mostra la sua anima segnata da un'infanzia vissuta nei difficili quartieri di Napoli, racconta il suo amore per la musica e in particolare per il rap, dagli inizi con il gruppo Co’Sang fino alla carriera da solista commentando anche il discusso dissing avuto con Salmo che ha animato e incattivito il web e le fanbase. E ancora il faticoso rapporto con la gestione dell'ansia e la paura della solitudine, difficoltà che condizionano spesso le sue scelte. La puntata è disponibile sull'app di OnePodcast e su tutte le piattaforme di streaming audio.