Video Il coro, uno più amati dai supporter interisti, recita “Te l’ho promesso da bambino, per sempre ti sarò vicino” e lui l’ha incarnato alla perfezione, calandosi persino nei panni di capo curva per guidare nel canto il resto dello stadio Meazza: è già diventato un idolo dei social il giovanissimo tifoso nerazzurro che durante la partita Inter-Frosinone di domenica 12 novembre si è piazzato davanti al pubblico a braccia alzate, battendo le mani a tempo mentre San Siro incitava la squadra guidata da Simone Inzaghi, che ha conquistato la vittoria per 2-0 e la vetta della classifica di serie A. “Semplicemente meraviglioso. Queste sono le scene che vorremmo sempre vedere negli stadi, indipendentemente dai colori delle maglie” commentano in tanti sui gruppi di appassionati di calcio che stanno condividendo il video.
(a cura di Lucia Landoni)
6,5 TANZI Riproposto titolare, dopo la trasferta di Bra, risponde presente nella ripresa, quando dice no due volte a Tobia. Anche nelle uscite, non va mai in affanno. [[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) B]] 7 USARDI Una piacevole conferma. Il classe 2005, promosso dalla juniores, conferma il ...
PAVIA. Se ne è andato a 81 anni uno dei protagonisti della “Swinging” Pavia degli anni Sessanta; Bruno Zocchi «aveva una voce bellissima», così lo ricorda il collega e amico Silvio Negroni, fondatore dei Fiö dla nebia. «Bruno possedeva una intonazione perfetta, il che è davvero raro nel nostro am...
p.a.v.
Video Dal nostro inviato Fabio Tonacci
Il tunnel si apre nella terra a quaranta metri dalla scuola elementare di Juhor ad Dik. O meglio, da ciò che resta della scuola di Juhor ad Dik. Perché anch’essa, come tutti in questo villaggio a sud-est di Gaza City, è distrutto dai bombardamenti dell'esercito israeliano. "Lo diciamo e lo ripetiamo, Hamas utilizza le strutture civili per nascondersi e proteggersi. Ospedali, moschee, uffici amministrativi. È una cosa vergognosa che chi critica il nostro operato spesso dimentica", spiega il tenente colonnello Gilat Pasternak, 38 anni, l’ufficiale dell’Idf che ha portato Repubblica dentro la Striscia. Juhor ad Dik è un posto che ha ormai perso ogni connotato urbano. Una volta era un villaggio, ci vivevano 5mila persone. Gilat spiega che sono andati tutti via prima dell'inizio delle operazioni. Non un solo edificio è rimasto in piedi, non una sola casa è intatta, non un solo abitante è rimasto. Si passeggia nell'attimo dopo un terremoto, sembra Grozny, o Aleppo, o Raqqa, quelle città della Storia su cui la guerra si accanisce fino alle fondamenta. C’è puzza di bruciato. "Era una roccaforte di Hamas, erano partiti da questo villaggio un mese fa e sono tornati portandosi due golf car del kibbutz di Be’eri". Juhor ad Dik è stato quindi sottoposto alla procedura delle forze armate israeliane: prima i servizi di intelligence hanno individuato le postazioni, i lanciatori di razzi, i tunnel, poi li hanno colpiti dall'alto con droni e una pioggia di missili, quindi sono arrivati i carri armati Merkava, le ruspe anti-mine, il genio militare, e, solo alla fine, i fanti della 838esima Brigata. Che ora fanno il segno della vittoria affacciandosi dai terrazzi diroccati, dormono nei ruderi, hanno issato una bandiera di Israele e sui muri hanno scritto "Ultras Maccabi Haifa".
Quel tunnel è stato fatto saltare con l’esplosivo. Nei primi metri del cunicolo gli israeliani avevano trovato un deposito di armi, ma oltre non sono andati. Non si sa dove porta. Galit spiega che nella "metro", come chiamano la chilometrica rete sotterranea costruita dai miliziani, non ci vanno quasi mai. "Solo se non abbiamo proprio altra scelta". Troppo pericoloso per loro, troppo vantaggioso per gli altri. E però, ogni tanto, dalle viscere della Striscia sbuca qualcuno con un lanciarazzi e fa fuoco verso di loro. È successo già quattro volte nel villaggio di cui resta solo il nome. Juhor ad Dik, "il Pozzo del gallo". Raso al suolo, lo credevano neutralizzato del tutto. "Il mondo di sopra sì, il sotto è imprevedibile. Ancora oggi non posso essere sicuro che non troveremo altri buchi nel terreno". Finora l'esercito israeliano ha perso 40 soldati dall’inizio delle operazioni nella Striscia, 360 dal 7 Ottobre.
Video Le quattro torri degli Evangelisti della Sagrada Familia di Barcellona sono state illuminate per la prima volta, sotto gli occhi di centinaia di spettatori. Queste torri sono decorate da quattro figure alate appartenenti al tetramorfo, creazione dello scultore spagnolo Xavier Medina-Campeny. I lavori per la realizzazione della Sagrada Familia sono iniziati nel lontano 1882, e la loro conclusione è programmata non prima del 2033.
Video Oggi al tavolo di Metropolis con Gerardo Greco parlano di attualità e si intervistano sui rispettivi libri due direttori scrittori prolifici: Bruno Vespa - che ha appena dato alle stampe Il Rancore e la speranza (RaiLibri e Mondadori) - e Maurizio Molinari, che ha appena scritto Mediterraneo conteso, Rizzoli.
Parleremo di cause ed effetti della grande mobilitazione del Pd di sabato scorso, con il videoracconto di Matteo Macor. e la filosofa Maura Gancitano Tra i temi di giornata, anche lo scontro sullo sciopero annunciato per venerdì 17 novembre: avversato da Salvini e bloccato dal Garante. ne parleremo con Pierpaolo Bombardieri (Cisl). Infine vedremo il viaggio di Fabio Tonacci in esclusiva per l'italia su un tank israeliano nella Striscia e lo commenteremo con l'inviato e con i con i Sentieri di guerra di Gianluca Di Feo.
di Giulia Santerini
a cura di Cinzia Comandè
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