Campi d’Oltrepo con effetto deserto. Semine in crisi nella sabbia fine
La pioggia dei giorni scorsi non modifica un quadro critico. Confagricoltura: «Sarà un’altra annata complicata»
Umberto De AgostinoLa pioggia dei giorni scorsi non modifica un quadro critico. Confagricoltura: «Sarà un’altra annata complicata»
Umberto De AgostinoDopo una serie di interrogatori, papà e figlia avevano cambiato città ma sono stati rintracciati. L’appello dell’avvocato su Twitter
Pronti i conguagli, ma gli effetti non sono uguali per tutti
sandra riccioVideo "Sono rimasta colpita dalle sue parole, non solo quelle di oggi. Dopo la strage di Crotone lei ha detto che la disperazione non giustifica condizioni di viaggio che mettano in pericolo la vita dei propri figli. Parole che sono suonate indegne di un ministro, disumane e totalmente inaccettabili e inadeguate al ruolo. Chi parte, parte da situazioni che lei dall'alto dei suoi privilegi non ha mai provato. Chi è lei per giudicare dall'alto dei suoi privilegi se uno debba scegliere tra la morte in mare e la morte nel proprio paese?". Così, la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo in commissione Affari Costituzionali della Camera, nel corso delle comunicazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Chi è lei per giudicare dall'alto dei suoi privilegi se uno debba scegliere tra la morte in mare e la morte nel proprio paese?", ha aggiunto, ribadendo che "dal punto di vista delle responsabilità politiche, queste dichiarazioni suggeriscono le dimissioni". A cura di Luca Pellegrini
Video "Sono rimasta colpita dalle sue parole, non solo quelle di oggi. Dopo la strage di Crotone lei ha detto che la disperazione non giustifica condizioni di viaggio che mettano in pericolo la vita dei propri figli. Parole che sono suonate indegne di un ministro, disumane e totalmente inaccettabili e inadeguate al ruolo. Chi parte, parte da situazioni che lei dall'alto dei suoi privilegi non ha mai provato. Chi è lei per giudicare dall'alto dei suoi privilegi se uno debba scegliere tra la morte in mare e la morte nel proprio paese?". Così, la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo in commissione Affari Costituzionali della Camera, nel corso delle comunicazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Chi è lei per giudicare dall'alto dei suoi privilegi se uno debba scegliere tra la morte in mare e la morte nel proprio paese?", ha aggiunto, ribadendo che "dal punto di vista delle responsabilità politiche, queste dichiarazioni suggeriscono le dimissioni". A cura di Luca Pellegrini
Video Questi video, rilanciati tra gli altri anche dall'attivista Masih Alinejad, mostrano gli avvelenamenti avvenuti in questi giorni in decine di scuole femminili iraniane. Nelle immagini si possono vedere le ambulanze venute a soccorrere le ragazze intossicate; alcune di loro hanno avuto bisogno di un breve ricovero in ospedale. In uno dei video, girato all'interno di un ospedale di Teheran, si sente una delle ragazze urlare "Non respiro, non respiro".
Gli avvelenamenti nelle scuole femminili in Iran sono iniziati a Qom - città di circa 1,2 milioni di abitanti considerata una città 'santa' - a dicembre, ma sono via via diventati più frequenti fino a raggiungere l'apice nelle ultime settimane. Domenica scorsa il viceministro della Salute Younes Panahi ha infine confermato che gli avvelenamenti sono stati "intenzionali": esponenti dell'estremismo religioso del Paese avvelenano deliberatamente le ragazze nelle scuole con composti chimici per dissuaderle dal proseguire con l'istruzione. Anche i genitori - come si vede sempre dal video - sono scesi in piazza per chiedere la fine di questa barbarie.
Tra i 50 nosocomi top per la cura dei tumori solo 4 sono al Sud
paolo russoVideo "Scusi può alzare?". Tananai ha registrato un video mentre si trovava in taxi e la radio passava "Tango", il brano che ha portato a Sanremo qualche settimana fa. L'autista però non riconosce l'artista. La gag improvvisata.
La premier intervistata da «Grazia» in occasione dell’8 marzo: «I bambini hanno il diritto di avere il massimo: una mamma e un papà»
Video La polizia in Perù ha fatto una scoperta sorprendente quando ha perquisito un fattorino che ha attirato la loro attenzione in un sito archeologico a Puno, sulla sponda destra del lago Titicaca. Nel suo borsone refrigerante c'era un'antica mummia. L'uomo ha detto di condividere la stanza con la mummia e di considerarla "una sorta di fidanzata spirituale". L'uomo ha riferito di aver messo i resti nella borsa per mostrarli ai suoi amici e ha spiegato che teneva "Juanita", come aveva soprannominato la mummia, in una scatola nella sua stanza, accanto alla TV. Ha aggiunto che era di proprietà di suo padre, senza specificare come ne fosse finito in possesso. Gli esperti hanno detto che il corpo ha tra i 600 e gli 800 anni ed è di un adulto maschio anziché di una donna, come l'uomo aveva presunto. Si stima che il maschio mummificato fosse di oltre 45 anni al momento della morte e alto 1 metro e 51. La mummia era avvolta in bende in posizione fetale, tipica di molti sepolcri preispanici dell'area. La polizia ha sequestrato la mummia trasportata nella borsa refrigerante e l'ha consegnata al ministero della cultura del Perù, che si occupa del patrimonio culturale del paese. L'uomo che la trasportava e i suoi due amici, di età compresa tra i 23 e i 26 anni, sono sotto indagine per possibili reati contro il patrimonio culturale del Perù.
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