Video Tensione nell'aula del Tribunale di Pescara dopo la lettura della sentenza del processo Rigopiano. Dei trenta imputati, venticinque sono state le assoluzioni contro le cinque condanne decise dal gup di Pescara. Decisione che ha scatenato la rabbia dei familiari delle vittime che, al termine della lettura, si sono scagliati contro il giudice con le forze dell'ordine costrette a intervenire. "Ce li hanno uccisi due volte", commenta il figlio di Tobia Foresta e Bianca Iudicone, tra le ventinove vittime della tragedia del gennaio 2017.
di Luca Pellegrini
Doveva andare a cena con moglie e figlia, non è mai arrivato. Il suo cellulare lasciato vicino a casa
Adriano Agatti
Video Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso l’incidente mortale alla barriera di Milano-Ghisolfa, dove si imbocca l'autostrada A4 in direzione di Torino, in cui la notte tra venerdì e sabato hanno perso la vita due donne, tamponate ad alta velocità da un’altra auto. Erano le 2,30 di notte quando le due donne in auto si sono fermate al casello per ritirare il biglietto. A un certo punto un'auto è piombata su di loro, da dietro. L'urto è stato talmente violento che la Ypsilon si è schiantata contro il casello e si è accartocciata dopo aver fatto un balzo di vari metri. Alla guida dell'auto che l'ha tamponata un uomo di origini marocchine, 39 anni, cittadinanza anche italiana, in cura da anni per problemi psichici.
Video L'omaggio allo scrittore con un amorevole lavoro della famiglia su documenti e fotografie inedite custodite nell'archivio di casa: un libro, una mostra e un documentario. In Biblioteca universitaria si potranno ammirare trecento immagini, inedite o poco note, ritratti di famiglia, luoghi del cuore come il suo Ciel d’Oro o la Val Badia, ma anche cimeli, diari, lettere che invitano il visitatore a entrare in punta di piedi nel privato di Mino Milani, a un anno dalla sua morte. Venerdì 24 febbraio alle 17.30, nel salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia, verrà inaugurata la mostra Mino Milani dall'Archivio di famiglia, a cura delle nipoti Marcella e Maria Piera Milani. Video Garbi
Video Dopo la sentenza del Tribunale di Pescara lacrime e rabbia tra i presenti, familiari delle vittime e superstiti. Giampaolo Matrone, di Monterotondo, è sopravvissuto e ha perso la moglie. E oggi ha urlato insulti e minacce al giudice Gianluca Sarandrea: "Fate schifo, vergogna" (di Corrado Zunino)
Video Caos in aula dopo la sentenza del processo per la strage di Rigopiano, in cui sono stati assolti 25 dei 30 imputati. I parenti delle vittime hanno gridato al giudice: "Vergogna". Alessio Feniello, padre di Stefano, morto quel 18 gennaio del 2017: "In Italia non c'è giustizia, è tutta pilotata dalla politica di m...."
di Corrado Zunino
Video Una scena che è diventata lo spot migliore della propaganda russa per intensificare lo sforzo bellico in Ucraina. Allo stadio Lushniki di Mosca va in scena il concerto patriottico in onore dei soldati impegnati al fronte. Durante la manifestazione i presentatori chiamano sul palco Gagarin, un soldato russo accompagnato da una decina di bambini. A prendere la parola è una giovane adolescente originaria di Mariupol di nome Anja Naumenko che, con la voce rotta dall'emozione, si rivolge al militare: "Grazie zio Jura per aver salvato me, mia sorella e centinaia di migliaia di altri bambini da Mariupol" dice la ragazzina prima di essere sopraffatta dall'emozione e di dimenticare il discorso che aveva preparato. E' a questo punto che la presentatrice prende la parola e scioglie l'imbarazzo invitando Anja e gli altri bambini ad abbracciare Gagarin come l'eroe "che vi ha salvato".
Un'immagine quasi idilliaca che stride con le condizioni in cui si trova oggi Mariupol, una città completamente devastata dalla guerra.
Dopo la ricerca Nomisma Cia-Agricoltori italiani chiede di correggere il regolamento Ue che impone una loro drastica riduzione. Il ministro Lollobrida: “Abbiamo chiesto a Bruxelles una riflessione ulteriore, bisogna trovare soluzioni alternative”
maurizio tropeano
I ladri colpiscono l’azienda agricola dell’arciduca Martino D’Asburgo Lorena Este, nipote di Carlo I, ultimo imperatore d’Austria
Sandro Barberis
La sentenza a tre anni dall’avvio del processo: cinque condanne su 30 imputati. I familiari hanno appoggiato su 29 sedie altrettante magliette bianche con le immagini dei loro parenti morti
grazia longo