Il cinema italiano si mobilita per l'Iran, Calopresti: "Non possiamo più perdere tempo"

Video Una serata per denunciare gli orrori della repressione in corso in Iran e lanciare una mobilitazione da parte di registi, attori, autori, scrittori e in generale da parte di tutto il cinema italiano. E' quanto avvenuto al Nuovo Cinema Aquila di Roma, dove si è svolta l'iniziativa promossa dall'Anac, l'associazione nazionale autori cinematografici, a cui hanno aderito almeno 150 personalità del cinema. "Tutti noi sembravamo delle belle addormentate rispetto a questo movimento che coraggiosamente scende in piazza e che viene represso con una durezza incredibile", ha detto il regista Domenico Calopresti. "L'Anac ha voluto riempire un vuoto imbarazzante che si stava creando nel cinema italiano e abbiamo deciso di mobilitarci", ha detto il presidente dell'associazione Francesco Ranieri Martinotti. di Francesco Giovannetti

Giustizia, Meloni: "Necessario mettere mano su un certo uso delle intercettazioni"

Video "È necessario mettere mano alle cose che non funzionano, e quello che non funziona è un certo uso che si fa delle intercettazioni. Per mettere mano a questo tema non c'è alcun bisogno di uno scontro tra la politica e la magistratura, credo anzi che si debba lavorare insieme per capire dov'è che il meccanismo dello Stato di diritto non funziona e cercare le soluzioni più efficaci". Lo ha detto Giorgia Meloni rispondendo ad una domanda sul tema delle intercettazioni parlando con la stampa italiana ad Algeri. "Ho chiesto a tutti i ministri un cronoprogramma: mi piacerebbe lavorare su una calendarizzazione dei lavori del governo nel 2023. Sto organizzando un giro con i diversi ministri. Ci tengo a dire che oggi mi alzo e vedo che secondo i giornali ho tanti problemi con tanti ministri, anche con Nordio. Con lui ho invece un rapporto ottimo", ha detto la premier rispondendo a una domanda sui rapporti col ministro della Giustizia.

Arrestato Bonafede per cessione di identità a Messina Denaro. La perquisizione dell'auto del boss

Video I carabinieri del Ros hanno arrestato con l'accusa di associazione mafiosa Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che avrebbe prestato l'identità al boss Matteo Messina Denaro. L'inchiesta è stata coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dall'aggiunto Paolo Guido. Oltre a consegnare all'ex latitante la sua carta di identità per consentirgli di ottenere un falso documento e a dargli la tessera sanitaria necessaria per le terapie e le visite mediche alle quali il boss doveva sottoporsi, Bonafede ha acquistato - per sua stessa ammissione - la casa di Campobello di Mazara in cui Messina Denaro ha trascorso l'ultimo periodo della latitanza, gli ha dato il bancomat permettendogli di fare delle spese, gli ha fatto comprare la Giulietta sulla quale viaggiava. La macchina, acquistata un anno fa personalmente dal padrino in una concessionaria di Palermo, formalmente era intestata alla madre di Bonafede. NEl video la perquisizione della vettiura da parte degli uomini del ROS.