Qatar 2022, i calciatori dell'Iran questa volta cantano l'inno: il tifoso piange a dirotto

Video A differenza dell'esordio ai Mondiali di Qatar 2022 contro l'Inghilterra, prima della gara contro il Galles i giocatori dell'Iran hanno cantato l'inno nazionale: le telecamere che li hanno inquadrati hanno mostrato tutti che a bocca semiaperta hanno 'mormorato' le parole dell'inno. I tifosi iraniani sugli spalti hanno applaudito e cantato a loro volta. Uno di loro è scoppiato in un pianto a dirotto.

Mondiali Qatar, sequestrata la maglia "Freedom" a un tifoso dell'Iran. Tradite le promesse sui diritti della Fifa

Video Anche una maglietta con la scritta "Freedom" può far paura. Le promesse del Qatar di una maggiore tolleranza sul tema dei diritti si infrangono al primo scoglio: allo stadio Bin Ali di Al Rayyan, dove è in programma Galles-Iran, due ragazzi iraniani che indossavano una maglietta bianca con la scritta Freedom sono stati fermati ai controlli di sicurezza (normali, da queste parti) e fatti allontanare dall’ingresso dello stadio. Inutile il tentativo del ragazzo di chiedere di poterla soltanto coprire. Due guardie del servizio di sicurezza del torneo lo hanno portato al di là dei metal detector, fuori dall’ingresso. Una scena surreale. Due donne, entrate subito dopo, hanno chiesto immediate spiegazioni quando sono state bloccate per la maglietta "Libertà per le donne!", mimando anche il gesto provocatorio di togliersela. Due addetti alla sicurezza hanno schermato la ripresa nella parte finale del video, intimando di cancellare il filmato e provando anche a prendere il telefono, in due occasioni. Un’interdizione durata un paio di minuti: dopo una telefonata con i superiori, hanno desistito. Un delegato Fifa ci ha detto poi che i ragazzi iraniani che indossavano la maglia con la scritta Freedom sono potuti entrare. Ma prima hanno dovuto consegnare le loro magliette, che sono state chiuse in un box e restituite solo all’uscita dallo stadio. Gli è stata consegnata una maglia bianca. “Qui sono molto attenti – ci dice – a evitare messaggi politici, per le tensioni politiche che esistono anche con altri stati”.    dal nostro inviato Matteo Pinci