La strana storia del cane Pickles che salvò il Mondiale del '66 ritrovando la Coppa "sparita"

Video - "Pronto, polizia di Westminster? Correte subito, hanno rubato la coppa!". 
- "Mi scusi, ma quale coppa?"
- "La coppa del mondo di calcio". 
E' domenica 20 marzo 1966 quando a Scotland Yard ricevono questa telefonata: a poche settimane dall'inizio del Mondiale che l'Inghilterra sta per ospitare (e anche per vincere) la Coppa Rimet viene rubata nel cuore di Londra. A ritrovarla e a salvare la competizione calcistica più importante del globo è stato un eroe inaspettato. 

Nella terza puntata della serie VavàDidìPelè, vi raccontiamo una delle storie più curiose della Coppa del Mondo che ha visto protagonista il piccolo Pickles, conosciuto da tutti gli appassionati come il cane che ha salvato il Mondiale. 

Davide Cavalleri

La lettera di dimissioni dell’assessora Singali: «Caro sindaco, ho resistito anche al suo silenzio»

«Fino ad oggi ha prevalso il mio senso di responsabilità nei confronti della città, dei cittadini, e del ruolo istituzionale da lei assegnatomi per una diversa concezione culturale della città, premessa che, ad oggi, ritengo sia venuta meno alla luce di azioni, imposizioni e scenari che purtroppo non posso accettare e condividere»

Mariangela Singali Calisti

Virginia, i drammatici momenti dopo la sparatoria. Gli impiegati sotto choc: "E' stato un manager! “

Video Arrivano le prime testimonianze in rete della sparatoria al Walmart di Chesapeake in Virginia. Un dipendente  che si trovava nella sala relax al momento degli spari ha girato questo video fuori subito dopo la sparatoria e parla con altri dipendenti che piangono sotto choc i per aver visto le perone morire o cadere a terra ferite. . Secondo  le prime notizie e queste testimonianze,  l'assassino era un dirigente e ha provocato la morte e il ferimento di diverse persone. La polizia crede che tra le vittime ci sia anche chi ha sparato

Protesta Foxconn alle cinque del mattino: la polizia usa i lacrimogeni, i lavoratori reagiscono con gli estintori

Video Violente proteste questa notte alla Foxconn, la fabbrica di Zhengzhou, nella Cina centrale, che assembla circa l’80% degli iPhone della Apple venduti nel mondo. Dopo quasi un mese di dure restrizioni anti-Covid, sono andati in scena scontri violenti tra centinaia di operai e il personale addetto alla sicurezza della fabbrica. Secondo i video circolati sui social cinesi e su Twitter, gli operai sono usciti dai loro dormitori all’alba iniziando a spintonare le guardie e a rimuovere le barricate. Gli agenti hanno iniziato a sparare gas lacrimogeni, i lavoratori hanno risposto usando gli estintori. Secondo alcuni testimoni la protesta e’ scoppiata per i salari non pagati e per le restrizioni contro il virus. L'impianto principale di Zhengzhou, la “iPhone City”, che impiega circa 200mila lavoratori, ha iniziato ad applicare ad ottobre rigide misure di contenimento del virus, in osservanza alla strategia della tolleranza zero. Virali sono diventati ai primi di novembre i video di centinaia di lavoratori migranti che scavalcano le recinzioni per scappare dalle rigide restrizioni contro il virus nell’impianto e raggiungere le loro città d’origine. Nella Cina che si ostina a voler eliminare qualsiasi focolaio di virus, le fabbriche che si trovano nelle aree a rischio sono spesso autorizzate a rimanere aperte a condizione che operino in un sistema "a circuito chiuso" in cui il personale vive e lavora in loco. Le prime decisioni che hanno scatenato il malcontento degli operai della Foxconn risalgono al 19 ottobre quando l’azienda, per evitare contatti stretti, ha vietato di mangiare nelle mense dello stabilimento e ha imposto ai lavoratori di consumare i pasti nei loro dormitori. La situazione nell'impianto si è gradualmente deteriorata, con scorte alimentari e mediche in esaurimento e con i lavoratori rinchiusi nei dormitori per la quarantena. Per trattenere i dipendenti, Foxconn ha annunciato che avrebbe quadruplicato il bonus di presenza giornaliero, portandolo a 400 yuan (circa 55 euro). Il personale riceverà un bonus aggiuntivo se sarà presente in fabbrica per almeno 15 giorni nel mese di novembre. Bonus che potrà arrivare fino a 15mila yuan (2.075 euro) se i dipendenti sono presenti per tutto il mese.