di Maria Fiore wGARLASCO Gli alberi con le gemme fiorite nel giardino della villetta bianca di via Pascoli a Garlasco confermano una nuova primavera. La sesta, da quando Chiara Poggi non calpesta più l’erba attorno al vialetto che porta al’uscio di casa. «Di sicuro è una primavera partic
Tutta Italia segue l’inchiesta sul delitto. In una Garlasco sconvolta si celebrano i funerali di Chiara, Alberto è in prima fila con i familiari della ragazza. Il 20 agosto la Procura di Vigevano decide di indagarlo: è stato lui a trovarla morta, è l’ultimo ad averla vista viva.
Altrettanto clamoroso è il successivo sviluppo. Sulla base della stessa perizia dei Ris, il gip di Vigevano Giulia Pravon considera assolutamente insufficienti gli indizi raccolti dal pm Rosa Muscio (nella foto). Il 28 settembre Stasi torna libero dopo 4 giorni di detenzione.
GARLASCO La telefonata con risposta muta può aver mandato in panico Stasi. Inducendolo, secondo l’accusa, a tornare sul luogo del delitto commesso qualche ora prima. Nella sua requisitoria, il Pg di Cassazione ha sottolineato un elemento di indagine non nuovo, ma certo finora poco analiz
L’inchiesta dura un anno e mezzo. Il 24 febbraio 2009 inizia l’udienza davanti al gup Stefano Vitelli, il pm chiede il rinvio a giudizio, il 28 marzo Stasi chiede il rito abbreviato, mossa che spiazza tutti. Il processo si farà a porte chiuse e senza giuria popolare.
Il 30 aprile 2009 è attesa la decisione del gup Vitelli, che congela invece il verdetto e chiede quattro nuove perizie per chiarire i molti punti oscuri di un’indagine che appare sempre più lacunosa. La sentenza viene così rimandata a fine anno.
È il 13 agosto 2007. Alle 13.49 lo studente 24enne Alberto Stasi dalla caserma dei carabinieri di Garlasco chiama il 118: ha appena trovato il corpo della fidanzata Chiara Poggi in un lago di sangue nella sua casa di via Pascoli. È l’inizio del giallo.
di Anna Mangiarotti wGARLASCO Una “vittoria” dell’accusa, ma anche della parte civile: la scelta della Cassazione premia il lavoro dell’avvocato Gianluigi Tizzoni, che rappresenta i Poggi fin dal giorno del delitto. «Si è acceso un faro sull’accertamento della verità», ha detto a caldo i
GARLASCO «In primo grado sono state fatte cinque perizie e sentiti cinque testimoni chiave. Sì, credo sia stato fatto tutto il possibile». Il giudice Stefano Vitelli, che pronunciò per Alberto Stasi, in abbreviato, il primo verdetto di assoluzione, e che oggi è giudice delle indagini pre
Il 17 dicembre 2009 Alberto Stasi viene assolto a Vigevano nel processo di primo grado dall’accusa di omicidio. Il gup Vitelli sottolinerà nelle motivazioni l’insufficienza e la contradditorietà delle accuse a suo carico. I pm avevano chiesto 30 anni.