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ZANARDO. I segnali di riscossa mostrati a Lucca non trovano conferme. Parte troppo timoroso, mentre proprio li a sinistra bisognava spingere e dare una mano a Rossini per mettere in crisi il Varese. Non decolla nella ripresa. Abbottonato: voto 5.

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BRESSAN. Va bene che pioveva e la palla era scivolosa, ma l’errore in presa alta alla fine del primo tempo su un innocuo cross è grave e fa il paio con quello di Lucca. Per il resto non è mai impegnato seriamente ed è incolpevole sul gol. Saponetta: voto 5,5.

Edimes, bagno di umiltà

PAVIA. Uno schiaffo che vale più di mille parole. Per settimane coach Martelossi ha predicato ai suoi umiltà e abnegazione, ma i giocatori dell’Edimes hanno sempre ignorato i suoi consigli. Ci ha pensato Jesi a punire il loro peccato di presunzione. In quattro giorni la Sicc ha reso evid

Claudio Malvicini

Bene Ferrara e Bologna

PAVIA. Si inchina solo nell’ultimo quarto Scafati sul campo della FuturVirtus. Esposito segna il suo punto numero diecimila (ne segna 25 nella partita) ma sul +8 per la Rida (72-64) Bologna passa a zona e i campani cominciano a sparare a salve. La Carisbo (Smith 30) piazza un pesante 21-

Martelossi: non siamo pronti

PAVIA. Ridimensionati oggi perché sovradimensionati fino all’altro giorno e, forse, non ancora maturi e attrezzati per grandi obiettivi: l’analisi di Alberto Martelossi travalica la pesante sconfitta casalinga con Jesi che, per l’allenatore, ha tutti i contorni della catarsi. L’aspetto t

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CONTE. Insolitamente abulico, si concede pochi rischi e non prende iniziative. E il mormone Whiting lo lascia spesso sul posto, bruciandolo con partenze al fulmicotone in serie. Scolastico: voto 5.

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BELLINA. Salva il salvabile, mette un paio di banderillas, cerca di chiudere qualche corrente d’aria in difesa. Ma pare stanco e, alla distanza, del capitano resta solo il cuore. Appannato: voto 6.

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GIL. Ancora briciole di partita, per lo più in una fase in cui la partita non ha significato. Serve alla causa oppure no? Questo il problema. Mistero buffo. Soprattutto per Sassari... voto 6.

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ROSSINI. Il suo coach lo paragona a Franco Baresi per capacità di leadership. Varia i temi offensivi, difende come un ragazzino. A quasi 35 anni la pensione allora può attendere. Metronomo: voto 7.

Numero 1 dal 1995

MILANO. Massimo Moratti, terzogenito di Angelo (storico presidente negli anni Cinquanta e Sessanta), diventa presidente dell’Inter il 18 febbraio 1995. Nato a Boscochiesanuova (Verona) il 16 maggio 1945 ha un’idea fissa: far tornare grande l’Inter. Sul mercato è scatenato: arrivano grand