Vendita di elicotteri da guerra Assolto ex sindaco di Marcignago
Bianchi era accusato di avere fatto da intermediario in un affare illecito, per i giudici nessun riscontro
Maria FioreBianchi era accusato di avere fatto da intermediario in un affare illecito, per i giudici nessun riscontro
Maria FioreLa Procura di Roma indaga per omicidio colposo. Ci sono tre indagati: un medico, un anestesista e un infermiere
Descalzi, davanti alla Corre d’Assise di Roma, ricostruisce il rincorrersi di notizie sull’omicidio
Video Il colonnello della polizia egiziana Hendi del Cairo sarebbe stato in possesso del passaporto di Giulio Regeni prima che la perquisizione nella casa del capo della presunta banda di rapitori iniziasse. È quanto emerge nel processo secondo quanto affermato dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco che legge la trascrizione di un file audio prodotto da un testimone che avrebbe ascoltato una delle persone presenti nell'appartamento durante la perquisizione della polizia. I giudici si sono riservati di decidere se acquisire la prova. L'articolo su Repubblica
Giornalisti e attivisti monitorati con il software: si muove anche Roma
Il leader della Lega ha denunciato l’intellettuale per tre post su Facebook e un’intervista in cui lo definiva «ministro della Malavita» e «amico della ‘ndrangheta»
Aperto un fascicolo contro ignoti. I fatti a febbraio scorso a Miami
Lo afferma Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, nel corso della sua audizione davanti ai giudici della prima Corte d'Assise di Roma nell'ambito del processo a carico di quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell'uccisione del ricercatore friulano
Video Un colonello della polizia investigativa del Cairo sarebbe stato in possesso del passaporto di Giulio Regeni prima di effettuare la perquisizione, il 24 marzo del 2016, nell'abitazione dove viveva uno della banda criminale che venne accusata falsamente dell'omicidio di Giulio. Il documento venne poi fatto trovare in quell'appartamento dalle autorità egiziane. E' quanto emergerebbe da un audio che la Procura di Roma ha chiesto di acquisire agli atti del processo a carico di quattro appartenenti ai servizi segreti egiziani. L'audio, secondo quanto ha affermato il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, sarebbe stato fatto da un testimone che ha ascoltato una delle persone presenti nell'appartamento durante la perquisizione della polizia. In aula è stato, poi, mostrato un video, preso da fonti aperte e già noto in Italia, in cui vengono intervistati i parenti della presunta banda di criminali. Dalle loro affermazioni e in base a quanto riferito dal colonello del Ros, Onofrio Panebianco, è emerso inoltre che alcuni oggetti, come il portafogli, porta occhiali e auricolare, trovati nell'appartamento e consegnati anni dopo agli inquirenti italiani, non appartenevano a Regeni.
Il senatore: “Abbiamo subito richiamato l’ambasciatore e respinto verità di comodo”
Grazia Longo