Peculato, la difesa di Venditti vuole sentire cinque magistrati
La richiesta nel filone di indagine sulle spese per il noleggio delle auto e delle intercettazioni
Maria FioreLa richiesta nel filone di indagine sulle spese per il noleggio delle auto e delle intercettazioni
Maria FioreRicettazione e gestione illecita di rifiuti, 19 indagati tra cui l’amministratore di una ditta
Sandro BarberisLa giudice Valentina Nevoso aveva chiesto alla procura di cambiare l’imputazione Il pm Valli aveva ipotizzato l’eccesso colposo di difesa
m. fio.Pene tra i due e i tre anni e mezzo per i tre ex amministratori: il pm aveva chiesto tredici anni ciascuno
Andrea MoranaCinque richieste di condanna - tre a 13 anni di carcere - e la confisca della cooperativa Firs Aid. Si è conclusa così la requisitoria del pm Roberto Valli, durata diverse ore, nel processo sul presunto appalto truccato per il servizio di trasporti sanitari ne...
m. fio.
Video Una pistola che non c’è, un’auto demolita prima della conclusione degli accertamenti, un testimone che racconta il falso. Infine, il comportamento anomalo degli agenti nel piazzale, vicino al corpo del giovane. Una telecamera di sorveglianza riprende il ragazzo agonizzante per terra, per venti minuti, dalle 2.07 fino alle 2.34 di notte: morirà poche ore dopo all’ospedale di Rozzano. Sono alcune delle anomalie che gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli indicano nel documento, inviato alla procura guidata da Fabio Napoleone, con cui chiedono la riapertura delle indagini sulla morte di Suoufiane Ech Chafiy, 20 anni e origini marocchine, ucciso da un colpo di pistola, la sera del 24 marzo 2016, esploso da un agente di polizia al termine di un inseguimento iniziato a Vigevano e terminato alla periferia sud di Abbiategrasso. L’inchiesta aperta dal pm Roberto Valli per eccesso colposo di legittima difesa fu archiviata dopo pochi mesi. I legali della famiglia del giovane chiedono che il caso sia riaperto con l’accusa di omicidio volontario. L'ARTICOLO: Ucciso a vent’anni dall’agente che lo inseguiva, la famiglia chiede di riaprire il caso
L'ARTICOLO COMPLETO SULLA PROVINCIA PAVESE DI VENERDI' 31 OTTOBRE
Inseguimento partito da Vigevano, poi il colpo alla schiena e l’indagine chiusa per “eccesso colposo di legittima difesa”. I legali della famiglia della vittima ora chiedono alla Procura di indagare per omicidio volontario
Maria FioreVideo Udienza preliminare il 23 ottobre per Massimo Adriatici, 50 anni, l’ex assessore leghista di Voghera accusato di omicidio volontario per la morte del 39enne Younes El Boussettaoui, ucciso con un colpo di pistola la sera del 20 luglio 2021 in piazza Meardi, a Voghera. «Ci onora che il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, si sia incaricato di discutere questo procedimento». Sono le parole di Marco Romagnoli, legale di parte civile insieme a Debora Piazza. I due avvocati rappresentano i genitori di Younes El Boussettaoui, Hafida Rabia e il padre Mohamed El Boussettaoui (ieri presenti all’udienza insieme al figlio e fratello della vittima, Alì El Boussettauoi), e i fratelli e sorelle. «Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto Romagnoli uscendo dal Tribunale dopo l’udienza –. Sono stati acquisiti i documenti presentati sia dalla difesa che dal pubblico ministero ed è stato stilato un calendario serrato con la sentenza prevista per il prossimo 30 gennaio. Ci prepariamo alla discussione». A chi gli ha chiesto se in Procura a Pavia si respira oggi aria nuova (dopo che i legali di parte civile avevano più volte contestato l’iscrizione del fascicolo da parte del pm Roberto Valli per eccesso colposo di legittima difesa), l’avvocato Romagnoli ha risposto con un sorriso e senza esitazioni: «Assolutamente si». L'ARTICOLO Video Garbi
Non si chiude ancora la vicenda giudiziaria legata al crac del consorzio Ast di Vigevano. La procura di Pavia, con il pubblico ministero Roberto Valli, ha infatti presentato ricorso contro la sentenza con cui, lo scorso gennaio, il tribunale ha assolto con form...
S.bar.Suoufiane Ech Chafiy è stato ucciso nel 2016: la pistola che non c’era, l’auto demolita prima della fine degli accertamenti, il testimone che racconta il falso
Maria Fiore