Roberto Salis: “Abbracciarla sarà bellissimo, ma non è merito del governo”
Il padre di Ilaria: «Solo il presidente Mattarella ci è stato vicino, dopo la candidatura è calato il silenzio. Il merito è della società civile»
andrea rossiIl padre di Ilaria: «Solo il presidente Mattarella ci è stato vicino, dopo la candidatura è calato il silenzio. Il merito è della società civile»
andrea rossiIl padre dell'attivista: «Ora più serena»
Video "A Meloni dico su questa vicenda tocca te intervenire. Riportala a casa e noi saremo pronti ad applaudire, non è possibile che gli ungheresi si prendano giro di noi cosi'". Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo sul caso Salis durante la dodicesima edizione della kermesse alla stazione Leopolda. "Penso - sottolinea Renzi - che uno Stato serio, un Paese civile non possa permettersi di cambiare approccio rispetto a un Governo come il Governo ungherese, che in questo momento non sta rispettando lo stato di diritto".
Video "Il governo italiano dovrebbe fare un esame di coscienza. I nostri ministri non ci hanno fatto bella figura, abbiamo fatto quello che ci aveva chiesto Nordio, che ci ha accusato di aver perso un anno a non chiedere i domiciliari in Ungheria che non erano stati chiesti per ragioni di sicurezza. E infatti stamattina il nostro avvocato italiano è stato aggredito qui da militanti neonazisti che volevano mettergli le mani addosso. Ora ci vuole il sostegno degli italiani, ci vuole la solidarietà che c'è stata dopo la prima udienza e che mi auguro aumenti ancora". Così Roberto Salis uscendo dal tribunale di Budapest, dopo che alla figlia Ilaria sono stati negati gli arresti domiciliari.
L'eurodeputata di Avs è rientrata dopo oltre 16 mesi passati in Ungheria dopo essere stata arrestata con l'accusa di aver partecipato a due aggressioni nei confronti di militanti di estrema destra
monica serraVideo Durante l'udienza nel tribunale di Budapest, la prima in cui Ilaria Salis è arrivata dai domiciliari senza catene, il giudice, nel parlare della misura cautelare, ha rivelato l’indirizzo di attuale domicilio di Salis, un luogo che doveva rimanere segreto per ovvie ragioni di sicurezza “Un fatto gravissimo", dice il padre, "una minaccia per mia figlia, per la sua famiglia e per tutti i cittadini italiani che la stanno aiutando. Il governo si deve muovere ora per riportarla in Italia immediatamente o per trasferirla in Ambasciata”. (VAI ALL'ARTICOLO)
Video "Ilaria sta bene, è abbastanza contenta che ci sia la strada delle elezioni per un processo giusto. Ieri ho parlato con lei - rispetto al diritto di voto negato - Tajani dice che ci sono 2500 italiani nella stessa situazione. Per ora non sappiamo nulla da parte del Governo ed è grave perchè il Paese deve occuparsi anche di situazioni come queste. Ilaria attualmente ha tutti i diritti civili, è in detenzione cautelare e ha completo diritto di voto". Così Roberto Salis, padre di Ilaria Salis (l'insegnante milanese detenuta a Budapest e candidata alle prossime elezioni Europee con Alleati Verdi Sinistra), oggi alla campagna elettorale del partito in via Fauchè, angolo via Losanna, a Milano. "Il contatto con la gente è faticoso ma molto bello, il riscontro di calore ricevuto è formidabile" ha concluso Roberto. LEGGI Roberto Salis: “Mia figlia Ilaria candidata alla europee ma in carcere non può votare, un altro diritto negato”
Video "Ilaria in questo momento rischia l'ergastolo. Ilaria rischia fino a 24 anni di carcere. Siccome in Ungheria un giorno di carcere vale uno, ma un giorno ai domiciliari vale un quinto, moltiplicando per cinque la pena massima, 24 anni, raggiungiamo un periodo di carcerazione cautelare di 120 anni, l'ergastolo". Così Roberto Salis, padre di Ilaria, intervenendo all'evento "Io sto con Ilaria" organizzato a Torino da Avs
Video Ilaria Salis può uscire dal carcere di massima sicurezza ungherese e andare ai domiciliari a Budapest. È stato accolto dal tribunale di seconda istanza il ricorso presentato dai legali dell’antifascista italiana in carcere dall’11 febbraio del 2023 perché accusata di aver aggredito, con altri, tre neonazisti dopo la sfilata di nostalgici delle SS nel Giorno dell’onore. “Ilaria è entusiasta di poter finalmente uscire dal carcere e noi siamo felicissimi di poterla finalmente riabbracciare": così Roberto Salis ha commentato la decisione del tribunale ungherese "Non è ancora fuori dal pozzo - ha aggiunto ma sarà sicuramente molto bello poterla riabbracciare dopo 15 mesi, anche se finché è in Ungheria io non mi sento del tutto tranquillo"
La maestra e attivista Ilaria Salis è detenuta da 13 mesi in Ungheria perché accusata di aver aggredito un militante neonazista