Tel Aviv, acrobazie nel rifugio: il bambino e l'atleta vincono la paura

Video Nel rifugio sotterraneo del Royal Beach di Tel Aviv, mentre sopra esplodono i missili iraniani – alcuni intercettati dall’Iron Dome, altri no – un bambino con la kippah e un giovane atleta improvvisano uno spettacolo acrobatico. Un momento surreale tra sirene e allarmi, che spezza il silenzio teso dell’attesa. Video di Pasquale Quaranta. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica

Come amare chi è neurodivergente: la lezione di Immanuel Casto sulle relazioni

Video Come si costruisce una relazione quando si è neurodivergenti? Immanuel Casto lo racconta nel libro Diversamente (Bompiani), in cui esplora le dinamiche affettive vissute da chi è nello spettro autistico. Cantautore, attivista e autore di giochi, con ironia e lucidità riflette sulla comunicazione delle emozioni, sulla fatica dell’interazione e sul bisogno di “poco amore, ma ben dato”. Un invito a rivedere i nostri schemi relazionali, per imparare ad ascoltare anche chi ama "con più cervello che cuore". L'intervista di Pasquale Quaranta, Diversity Editor del gruppo Gedi.

Mika presenta il suo nuovo tour: "Non vedo l'ora di esibirmi a Lucca, sarà un'esplosione di amore"

Video Mika entusiasma il pubblico con il suo nuovo tour, l'Apocalypse Calypso, caratterizzato da concerti pop-concettuali-rock e una varietà di canzoni in quattro lingue diverse. Dopo l'esordio a Clermont Ferrand, in Francia, l'artista ha rivelato una scaletta che include i brani più celebri della sua carriera insieme a quelli dell'ultimo album interamente in francese, Que ta tête fleurisse toujours. Questo progetto rappresenta una sorta di rinascita per Mika. Il tour toccherà l'Italia il 19 luglio a Lucca, una città speciale per lui, nonostante sia la sua prima esibizione lì. Mika ha un forte legame con la Toscana, dove ha vissuto e si reca spesso per lavoro. Lucca, in particolare, è diventata quasi una seconda casa, e questo concerto al Lucca Summer Festival è una scelta perfetta per esibirsi in una città che gli è molto cara e dove desiderava cantare da tempo. A cura di Pasquale Quaranta

L'Ordine dei giornalisti per la prima volta al Pride: "Una Carta arcobaleno per usare parole giuste"

Video Il 7 giugno l’Ordine dei giornalisti del Piemonte parteciperà per la prima volta, in forma ufficiale, al Torino Pride, accanto alle associazioni LGBTQIA+. La proposta, presentata dal consigliere Gabriele Guccione e approvata all'unanimità, sottolinea il ruolo centrale del linguaggio nel contrasto alle discriminazioni. Il percorso prevede anche momenti formativi dedicati all’uso corretto delle parole nei media: il primo si terrà il 4 giugno 2025. La decisione è coerente con gli obiettivi della Strategia nazionale per l’inclusione LGBTQIA+ 2022-2025, promossa dall’Unar. Per il presidente dell’Ordine, Stefano Tallia, è possibile avviare un percorso per una Carta deontologica arcobaleno: «Il giornalismo è anche partecipazione civile, è nostro compito usare le parole giuste». Il coordinatore del Torino Pride, Luca Minici, rilancia: «Servono alleanze strutturali per cambiare davvero le narrazioni». La riflessione è nata all’interno di un'intervista di Pasquale Quaranta, Diversity Editor del Gruppo GEDI.

Addio a Michela Murgia, quando spiegava: "Cosa significa essere madre d'anima e figli di altri"

Video "La filiazione d'anima è un modello relazionale. Io l'ho vissuto da quando avevo 18 anni perché la mia famiglia d'origine ha fatto spazio ad altre figure genitoriali accanto a me. Di mamma non ce n’e? una sola". La scrittrice Michela Murgia, scomparsa a 51 anni per un carcinoma renale al quarto stadio, spiegava così, in un'intervista a Repubblica nel 2020, cosa significa essere madri d'anima di figli di altri. "L'esperienza di filiazione d'anima per me è stata importantissima e ha messo in discussione il concetto di famiglia tradizionale, per questo ho deciso che non avrei avuto dei figli biologici perché era molto più interessante, ricco e utile essere madre d'anima. Io ho quattro persone che mi considerano dentro questa cornice".   L'intervista di Pasquale Quaranta

Usa, l'appello della vescova episcopale Budde a Trump: "Pietà per migranti e bambini lgbt"

Video Un appello coraggioso e pieno di compassione, che resiste al potere terreno e si ispira ai valori del Vangelo, ma che il presidente degli Stati Uniti sembra non aver apprezzato. Il 21 gennaio, durante il suo secondo giorno da presidente, Donald Trump ha partecipato a una funzione religiosa alla cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Washington D.C., una delle chiese più significative del paese, facente parte della Chiesa Episcopale. In quell'occasione, Mariann Edgar Budde, vescova episcopale di Washington, ha esortato Trump a mostrare pietà per migranti e persone LGBTQ+, sottolineando che molte persone, tra cui bambini gay, lesbiche e transgender, temono per la loro vita a causa delle politiche del presidente. Ha anche ricordato il contributo fondamentale dei lavoratori migranti, che pur senza documenti, svolgono ruoli cruciali nella società, e ha chiesto di proteggere le famiglie i cui genitori temono la deportazione. Trump e il vicepresidente J.D. Vance sono apparsi perplessi durante l'intervento e, successivamente, Trump ha definito il sermone "non emozionante". Elon Musk, commentando su X, ha definito le parole della vescova un esempio di "virus della mentalità woke". Budde, 65 anni, dal 2011 prima donna a ricoprire il ruolo di vescova della diocesi di Washington, è una figura di spicco nella Chiesa Episcopale, che da tempo adotta posizioni progressiste su molte questioni. A cura di Pasquale Quaranta

Usa, l'appello della vescova episcopale Budde a Trump: "Pietà per migranti e bambini lgbt"

Video Un appello coraggioso e pieno di compassione, che resiste al potere terreno e si ispira ai valori del Vangelo, ma che il presidente degli Stati Uniti sembra non aver apprezzato. Il 21 gennaio, durante il suo secondo giorno da presidente, Donald Trump ha partecipato a una funzione religiosa alla cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Washington D.C., una delle chiese più significative del paese, facente parte della Chiesa Episcopale. In quell'occasione, Mariann Edgar Budde, vescova episcopale di Washington, ha esortato Trump a mostrare pietà per migranti e persone LGBTQ+, sottolineando che molte persone, tra cui bambini gay, lesbiche e transgender, temono per la loro vita a causa delle politiche del presidente. Ha anche ricordato il contributo fondamentale dei lavoratori migranti, che pur senza documenti, svolgono ruoli cruciali nella società, e ha chiesto di proteggere le famiglie i cui genitori temono la deportazione. Trump e il vicepresidente J.D. Vance sono apparsi perplessi durante l'intervento e, successivamente, Trump ha definito il sermone "non emozionante". Elon Musk, commentando su X, ha definito le parole della vescova un esempio di "virus della mentalità woke". Budde, 65 anni, dal 2011 prima donna a ricoprire il ruolo di vescova della diocesi di Washington, è una figura di spicco nella Chiesa Episcopale, che da tempo adotta posizioni progressiste su molte questioni. A cura di Pasquale Quaranta

Dalla parità di genere all'IA, le giornaliste Campana e Martinengo: "Così l'Ordine cambia le regole"

Video Le notizie influenzano profondamente la nostra percezione del mondo, ma quali principi guidano chi le produce? Da giugno 2025, un nuovo codice deontologico orienterà il giornalismo italiano, introducendo regole aggiornate per promuovere parità di genere, trasparenza ed etica. Come garantire un’informazione rispettosa sui femminicidi, capace di tutelare privacy e diritto di cronaca? Quali norme regolano l’uso dell’intelligenza artificiale? E quali sono i limiti del nuovo codice? L’Ordine dei giornalisti fa abbastanza per garantirne l’applicazione? Le sanzioni sono davvero una soluzione efficace? Ne parliamo con Maria Teresa Martinengo, consigliera segretaria dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, e Stefanella Campana, del direttivo dell’associazione GiULiA Giornaliste. L’intervista di Pasquale Quaranta, Diversity Editor del Gruppo Gedi.

Lotta all'HIV: due anni senza Giulio Maria Corbelli, Roma celebra il suo sogno intitolandogli il checkpoint

Video A due anni dalla scomparsa di Giulio Maria Corbelli, Roma lo ricorda intitolandogli la sede del Checkpoint, il centro di screening HIV, gestito dalla comunità e pensato per un accesso più inclusivo, in particolare per la comunità LGBTQIA+ e per uomini che hanno rapporti con altri uomini (MSM). Giornalista e attivista instancabile, Corbelli ha dedicato la vita a combattere lo stigma sull’HIV e a migliorare la qualità della vita di chi ne è colpito, promuovendo la prevenzione e la salute sessuale. Domenica 10 novembre, PLUS Roma, l’associazione da lui fondata, ha svelato una targa commemorativa al Checkpoint, seguita da una festa per celebrare la sua visione e il suo impegno. Era presente, visibilmente commosso, lo scrittore Fabio Bo, accompagnato da Maria Giulia, sorella di Giulio Maria Corbelli: "Il checkpoint è la realizzazione del sogno di Giulio Maria, un sogno che abbiamo la fortuna di portare avanti con immensa passione". Filippo Leserri, presidente di PLUS Roma, ricorda Corbelli come "una mente innovativa e un caro amico che ci manca profondamente". Guarda anche: Nel centro che fa i test HIV rapidi e gratuiti: "Risultati in 20 minuti": l'intervista a Giulio Maria Corbelli di Pasquale Quaranta

Seminaristi gay, Luca Minici (Torino Pride) risponde al Papa: "La Chiesa non è nostra alleata"

Video Luca Minici, coordinatore del Torino Pride, commenta le recenti dichiarazioni del Papa Francesco riguardo ai seminaristi gay. Durante un incontro a porte chiuse con i vescovi italiani, il Pontefice avrebbe detto che "nella Chiesa c'è già troppa fr***ciaggine". In risposta, durante un'intervista sulla marcia per i diritti LGBTQIA+ che si terrà il 15 giugno a Torino, Minici, attivista ateo e sbattezzato, afferma che la Chiesa cattolica non è un'alleata della comunità arcobaleno. L'intervista di Pasquale Quaranta, Diversity Editor del Gruppo Gedi