Non rivelò « nulla di nuovo» il pm di Palermo Nino Di Matteo nell'intervista a Repubblica che lo ha fatto finire sotto procedimento disciplinare. Perché la notizia delle telefonate tra il capo dello Stato e l’ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, intercettate nell’ambito dell’inchiesta
Ilario Lombardo / ROMAL'improvvisa attenzione di Giuseppe Conte per Matteo Renzi e la sua truppa non nasce a caso e non nasce solo a Palazzo Chigi. Al premier, che ha imparato a leggere meglio le cose della politica, non è sfuggito il senso delle indiscrezioni fatte trapelare con accorto tempismo da
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
Il processo sulla trattativa Stato-mafia costituirebbe un rischio per l'incolumità pubblica. Per questo dovrebbe essere spostato in una sede giudiziaria diversa da Palermo. L'istanza è firmata da tre dei 10 imputati: gli ex ufficiali del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno
PALERMO «Non gliene capiteranno più di nemici così, gliene è capitato uno e gli è bastato, se ne devono ricordare per sempre»: Totò Riina lo ribadisce spesso. Nessuno è stato più come lui. Deliri di onnipotenza di un vecchio indomito, al carcere duro da 20 anni, che si sfoga rabbioso con u
PALERMO «Non gliene capiteranno più di nemici così, gliene è capitato uno e gli è bastato, se ne devono ricordare per sempre»: Totò Riina lo ribadisce spesso. Nessuno è stato più come lui. Deliri di onnipotenza di un vecchio indomito, al carcere duro da 20 anni, che si sfoga rabbioso con u
ROMA Dopo il ministro dell’Interno Angelino Alfano e i vertici delle forze dell’ordine tocca al Csm andare a Palermo per manifestare vicinanza e solidarietà al pm Nino Di Matteo e ai magistrati della Procura impegnati nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, vittime delle pesanti minac
ROMA Dopo il ministro dell’Interno Angelino Alfano e i vertici delle forze dell’ordine tocca al Csm andare a Palermo per manifestare vicinanza e solidarietà al pm Nino Di Matteo e ai magistrati della Procura impegnati nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, vittime delle pesanti minac
ROMA Dopo il ministro dell’Interno Angelino Alfano e i vertici delle forze dell’ordine tocca al Csm andare a Palermo per manifestare vicinanza e solidarietà al pm Nino Di Matteo e ai magistrati della Procura impegnati nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, vittime delle pesanti minac