Video "Premetto che non ho visto quel cartello. Ma se lo avessi visto lo avrei strappato, lo avrei tritato perché certi slogan non sono accettabili. Noi palestinesi non siamo contro gli ebrei". Khader Tamimi, presidente della Comunità palestinese in Lombardia, risponde così a chi gli chiede se non si sentisse di dovere delle scuse alla senatrice a vita Liliana Segre che, a una manifestazione pro-Palestina di Milano, era stata raffigurata in un cartello con su scritto "agente sionista". Tamimi, in piazza per una manifestazione in favore della pace in Medio Oriente organizzata, fra gli altri, da Cgil, Arci e Anpi, ha poi spiegato: "Lei ha subito tanto e chi oggi subisce in Palestina e Medio Oriente le chiede una parola positiva perché anche noi abbiamo bisogno di lei". Leggi anche: L'amaca di Michele Serra, I cartelli di proscrizione
L’europarlamentare Pd: “Sono favorevole a un esercito comune europeo. Poi la frecciata: “Il leader non si vede se vinci le primarie, ma le elezioni”
La funzione laica in onore del docente emerito si terrà domani alle 10.30 Sull’Europa diceva: «Puntiamo su ciò che ci unisce, non sulle differenze»
Silvio Puccio
pavia Chi ha conosciuto Gianni Francioni lo ricorda come un intellettuale che credeva nel dialogo, nell’importanza della società civile e nel confronto democratico: «Mancherà a tutta la comunità accademica» dichiara Francesco Svelto, rettore dell’università di Pavia. «Ha alimentat...
pavia Si.P
Dopo il corteo M5S di Roma, manifestazione a Bologna: il musicista Fresu suona l’inno ucraino. Serra: «Qui per una politica e una difesa comune». Il sindaco Lepore: «Nessuna contrapposizione con Conte»
La manifestazione è organizzata dai sindaci Matteo Lepore e Sara Funaro
Pavia, l’appuntamento nel Cortile delle Statue (sabato, ore 15) organizzato dal professor Francioni: «Immagino un dialogo dove emergano posizioni diverse sul futuro dell’Unione»
Silvio Puccio
Nel 1976, intervistato da Giampaolo Pansa prima che gli partisse la frizione, Enrico Berlinguer disse che si sentiva più sicuro sotto l’ombrello della Nato. Non solo: auspicò (ingenuamente, col senno di poi, Gladio, la P2, le bombe nelle banche, nelle piazze, nelle stazioni) che sotto quell’ombre...
Il sindaco sull’appello del prof Francioni: «Non potrò esserci, ma la sostengo» Il Pd parteciperà «senza bandiere di partiti». Ma c’è anche chi ha dubbi
Luca Simeone
Video Il giorno dopo il vertice di Londra, Trump mette in discussione il blocco degli aiuti a Kiev e spara: "Le terre rare non sono più sul tavolo". Zelensky intanto annuncia: “Mi dimetto se entriamo nella Nato, ma mi ricandido”. E ora? Cerchiamo di capire di più sulla proposta messa in piedi dall'inedito gran consiglio d'Europa a 27 presieduto dal premier britannico Starmer e allargato a Canada e Turchia. Presente al vertice anche una Meloni renitente. Stretta tra Bruxelles e Washington, come si sta muovendo? Intanto si allarga il fronte delle adesioni all'appello lanciato da Michele Serra su Repubblica per la grande piazza per l'Europa: sono chiamati tutti, a destra come a sinistra, il 15 marzo, in difesa dei valori europei, di libertà e di autodeterminazione dei popoli. La politica italiana ed europea sarà in grado di ascoltare, e mettere in pratica, le ragioni dei cittadini pronti a scendere in piazza? Infine il Medio Oriente. Israele blocca gli aiuti a Gaza e gli americani inviano migliaia di bombe per Tel Aviv: il prevedibile collasso dei negoziati ha riaperto la crisi e Netanyahu è passato all’offensiva con il sostegno dell’estrema destra. Hamas denuncia un “golpe” contro l’accordo siglato a gennaio che prevedeva una fase due con il ritiro dell’Idf dalla Striscia. La tregua a Gaza è davvero in pericolo?
Ne parliamo con, in ordine di scaletta: Massimo Cacciari; Francesco Giubilei, Fondazione Alleanza Nazionale e Alessandro Zan, deputato dem nella segreteria del Pd. Poi Enrico Franceschini - in libreria con Le notti di Mosca (Balldini+Castoldi) - e Antonella Boralevi. In studio con Gerardo Greco e Luca Piras: Francesca Schianchi e Francesco Bei; poi Massimo Adinolfi, filosofo teoretico, e Francesca Caferri, appena rintrata dal villaggio in Cisgiordania dove è stato girato No other land, premiato agli Oscar 2025 come miglior documentario.
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