Roma«A questo punto andiamo su Alessio D'Amato» taglia corto Enrico Letta quando sente l'ultimatum di Conte per le elezioni nel Lazio. Lo strappo mina il percorso di due partite cruciali per le opposizioni: quella per le regionali del Lazio e Lombardia.Nel Lazio, malgrado i mal di pancia dei filo-M5
RomaUn occhio ai dati dell'affluenza e uno al cielo. Il Movimento Cinque Stelle vive l'ottimismo di chi sa di poter essere la grande sorpresa di questa tornata elettorale e lo sconforto che prende alla gola di fronte a una giornata di nubifragi al Sud. Il suo fortino elettorale, quello che deve tira
il casoLa linea è contorta, talmente tortuosa che si fa fatica a seguirla fino in fondo, ma è questa: il Movimento non voterà la fiducia al Senato sul decreto aiuti, non può farlo perché al suo interno c'è un emendamento - quello sul termovalirizzatore di Roma - che i 5 stelle hanno chiesto in ogni
In Parlamento a rischio l’accordo con i 5S su Copasir e Vigilanza Rai
Carlo Bertini
Roma«A questo punto andiamo su Alessio D’Amato» taglia corto Enrico Letta quando sente l’ultimatum di Conte per le elezioni nel Lazio. Lo strappo mina il percorso di due partite cruciali per le opposizioni: quella per le regionali del Lazio e Lombardia.Nel Lazio, malgrado i mal di pancia dei filo...
Il leader 5S protesta per il mancato invito al Meeting di Rimini. Poi apre al Pd e fa marcia indietro: «Hanno preso un’altra strada»
Luca Monticelli
il retroscenaLuca Monticelli / ROMAAltro che riavvicinamento, Giuseppe Conte rompe con il Partito democratico pure in Sicilia. Se le dichiarazioni di domenica del capo del Movimento - subito ritrattate - avevano rimesso in moto i pontieri del Pd, dopo il messaggio di ieri la rottura tra Conte e Lett
il retroscenaFederico Capurso/RomaNiente "Conte presidente" nel simbolo. Beppe Grillo credeva di averla vinta - come abbiamo raccontato su questo giornale - nel braccio di ferro con il leader Movimento Cinque Stelle, che voleva il suo nome bene in vista sul contrassegno elettorale.Invece eccola lì,
il retroscenaIlario Lombardo / ROMAA ogni discorso, analisi, previsione sul Quirinale di queste ore vanno fatte due premesse. La prima: al momento non c'è un'alternativa a Mario Draghi che possa mettere d'accordo tutti i partiti o quasi. Ed è un dato di fatto che per primo Draghi conosce. La seconda
IL RETROSCENACarlo Bertini /Roma La cosa divertente è che mentre due personaggi legati dalle ragioni della politica, come Renzi e Calenda, litigano tra loro, altri due come Letta e Conte, incapaci di fare uno straccio di accordo politico, chiudono accordi sulle nomine. E si crea un asse Letta-Conte