il casoFrancesco Semprini /SANTA FE«Non ci sono parole per descrivere il mio choc e la mia tristezza a causa di questo tragico incidente». Alec Baldwin rompe il silenzio a ventiquattro ore di distanza dall'evento fatale che lo ha visto protagonista sul set del film western "Rust", le cui riprese era
(segue dalla prima pagina) Il denunciante esercita un diritto e il bestemmiatore no: libertà di parola non significa libertà di bestemmia. In Italia, com’è noto, la bestemmia è un reato. Se un regista vuol presentarci un Cristo che è un grande uomo ma non è un Dio, come ha fatto Pasolini c
(segue dalla prima pagina) Il denunciante esercita un diritto e il bestemmiatore no: libertà di parola non significa libertà di bestemmia. In Italia, com’è noto, la bestemmia è un reato. Se un regista vuol presentarci un Cristo che è un grande uomo ma non è un Dio, come ha fatto Pasolini c
(segue dalla prima pagina) Il denunciante esercita un diritto e il bestemmiatore no: libertà di parola non significa libertà di bestemmia. In Italia, com’è noto, la bestemmia è un reato. Se un regista vuol presentarci un Cristo che è un grande uomo ma non è un Dio, come ha fatto Pasolini c
La rassegna di cinema all'aperto al Castello di Vigevano stasera e domani alle 21.30 propone “The wolf of Wall Street” di Martin Scorsese (Usa 2013, 179 minuti), con Leonardo Di Caprio. Basato su una storia vera, il film segue l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort il broker di New York ch
La rassegna di cinema all'aperto al Castello di Vigevano stasera e domani alle 21.30 propone “The wolf of Wall Street” di Martin Scorsese (Usa 2013, 179 minuti), con Leonardo Di Caprio. Basato su una storia vera, il film segue l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort il broker di New York ch
La rassegna di cinema all'aperto al Castello di Vigevano stasera e domani alle 21.30 propone “The wolf of Wall Street” di Martin Scorsese (Usa 2013, 179 minuti), con Leonardo Di Caprio. Basato su una storia vera, il film segue l'ascesa e la caduta di Jordan Belfort il broker di New York ch
Scompare un grande attore, una delle figure più carismatiche del cinema europeo, colui che per Ingmar Bergman è stato un alter ego inconfondibile, l'interprete che il regista definiva «il mio doppio, proprio come Marcello Mastroianni per Federico Fellini». Questo era Max von Sydow, nato a Lund il 10
il casoAlberto MattioliNatale, tempo di film. Nelle sale, ma anche in Tribunale e sui giornali. Due notizie, una in arrivo dall'Italia e l'altra dal Regno Unito, riaccendono i riflettori sulla battaglia del cinema nei cinema per non farsi cannibalizzare dal cinema su Internet. Iniziamo dall'Italia.
Per la prima volta unapellicola straniera vince l'Oscar per il miglior film: Parasite del sudcoreano Bong Joon Ho ha infranto 92 anni di «soffitto di vetro» a Hollywood aggiudicandosi il più prestigioso degli Oscar. Quella del «noir» recitato in lingua originale è stata la vera sorpresa della serata