La morsa del regime sulle donne senza velo
Da Khamenei l’offensiva contro ragazze e signore che sfidano a capo scoperto la polizia religiosa. Nella metro volontari del regime impediscono alle «malvelate» di salire sulle carrozze
Francesca PaciDa Khamenei l’offensiva contro ragazze e signore che sfidano a capo scoperto la polizia religiosa. Nella metro volontari del regime impediscono alle «malvelate» di salire sulle carrozze
Francesca PaciVideo In centinai sono scesi in strada a Milano per ricordare Mahsa Amini, la donna iraniana uccisa il 16 settembre dello scorso anno in un centro di detenzione di Teheran dalla polizia morale, perché non indossava il velo in modo corretto. Durante la manifestazione, il corteo, è stato costantemente accompagnato dall'urlo ormai divento simbolo della protesta: 'donna, Vita, Libertà'."Il regime ha paura di noi adesso - affermano convinti diversi cittadini scesi in piazza per manifestare - le nuove generazioni non ascoltano più le loro ideologie fuori di testa". "In Iran esiste un apartheid femminile e bisogna ribellarsi contro questo sistema criminale", aggiunge un altro manifestante durante la manifestazione"."Mahsa Amini è stata assassinata dal regime Iraniano e ha dato vita a questa rivoluzione - ha infine aggiunto un'attivista - . L'Iran è una galera a cielo aperto e tante persone sono morte o finite in carcere dopo aver manifestato, ma da un anno il popolo iraniano combatte ancora per la sua libertà e non si fermerà".Di Edoardo Bianchi
Le proteste in Iran sono iniziate a metà settembre dopo la morte di Mahsa Amini, 22 anni, che qualche giorno prima era stata arrestata dalla polizia morale iraniana per una ciocca di capelli uscita dal velo. Per le autorità la sua morte è stata causata da un infarto ma i testimoni parlano di abus
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eleonora camilliL'ayatollah, 63 anni, è considerato un ultraconservatore ed è stato eletto nel giugno 2021
Video L'aereo che ha portato la nazionale brasiliana di calcio femminile in Australia per i Mondiali ha una livrea speciale. Sulla coda sono infatti raffigurati due volti-simbolo delle proteste degli ultimi mesi in Iran: Mahsa Amini, la ragazza morta poco dopo esser stata arrestata dalla polizia morale perché non indossava il velo, e il calciatore Amir Nasr-Azadani, arrestato e condannato a 26 anni di prigione con l'accusa di aver commesso reati collegabili alle proteste scoppiate dopo l'omicidio di Mahsa.
Sulla fusoliera, due scritte che si riferiscono alle loro vicende: "Nessuna donna dovrebbe essere costretta a coprirsi la testa" e "Nessun uomo dovrebbe essere impiccato per aver detto questo" (il calciatore rischia l'impiccagione).
I Mondiali di calcio femminile si disputeranno in Australia e Nuova Zelanda dal 20 luglio al 20 agosto.
Video Sono state rilasciate dopo più di un anno di detenzione le giornaliste Niloufar Hamedi ed Elahe Mohamadi finite in carcere per aver denunciato l'omicidio di Mahsa Amini, la giovane iraniana arrestata aTeheran per essersi opposta all'hijab obbligatorio e morta durante la custodia della polizia scatendando un'ondata di proteste in tutto il paese. A diffondere il video è l'attivista Masih Alinejad che scrive: "Il loro caso mette in luce una crisi più ampia: sopo più di 22.000 le persone arrestate dall'inizio delle proteste in Iran, molte delle quali rischiano ancora anni di prigione. Nel frattempo, coloro che hanno assassinato Mahsa e ucciso più di 700 manifestanti non hanno subito alcuna punizione".
Secondo i media locali, la Corte d'appello ha acconsentito al rilascio con una cauzione di 100 miliardi di rials per ciascuno, poco più di 2mila euro
Era stato fermato durante le proteste dell'anno scorso dopo aver visitato la tomba di Mahsa Amini, la giovane donna di origine curda morta dopo essere stata arrestata per non avere indossato correttamente il velo
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