Video "Bisogna abbassare i toni se si ha a cuore i diritti delle persone. La sovra-esposizione mediatica è controproducente. In merito alle catene, in parte anche in Italia vengono utilizzate nei trasferimenti ma da noi in aula è vietato riprendere le persone in queste condizioni". Lo ha dichiarato il presidente del Senato Ignazio La Russa a margine dell'incontro con il padre di Ilaria Salis avvenuto questa mattina a Milano. A chi gli ha domandato se difende "una militante antifascista", La Russa ha risposto "si', perche' non c'entra il merito della vicenda ma la tutela dei diritti".
Il presidente del Senato, ospite del programma di Rai3 Avanti Popolo, ha detto che la presidente del Consiglio «non ha avuto bisogno di un uomo per emergere»
Federico Capurso
Video Caos nel Consiglio regionale della Lombardia con le opposizioni che hanno abbandonato l'aula dopo l'intervento dell'assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa durante la discussione su una mozione a sostegno delle forze dell'ordine dopo le accuse di 'profilazione razziale' contenute in un rapporto della Commissione contro il razzismo e l'intolleranza (Ecri) del Consiglio d'Europa. Per La Russa si tratta di una "fantomatica commissione" di cui "nessuno aveva mai sentito parlare fino all'altro ieri" e che "per avere un po' di notorietà urla contro gli italiani fascisti e razzisti". La Russa ha anche sottolineato la posizione di difesa delle forze dell'ordine assunta "dal capo dello stato Sergio Mattarella e sicuramente non potrete dire che è una persona di estrema destra". "Quando vedete una divisa - ha proseguito parlando alle opposizioni - vi viene l'orticaria, fatevela curare, vi possiamo indirizzare a qualche medico. Noi di destra siamo disponibili a fare una riunione in cui vi spieghiamo cosa è la trasparenza, la verità e la democrazia, quella vera". A quel punto le minoranze hanno lasciato l'aula. "L'assessore ancora una volta ha dimostrato di non essere in grado di rappresentare l'istituzione regionale in modo serio e autorevole - ha detto il capogruppo del Pd lombardo Pierfrancesco Majorino -. Ha insultato l'opposizioni e ridicolizzato le nostre posizioni" ma "ha anche insultato le istituzioni europee nel giorno in cui Raffaele Fitto cerca la fiducia al Parlamento europeo". "Ancora una volta - ha aggiunto il capogruppo del M5s Lombardia Nicola Di Marco - Romano La Russa ha dimostrato di non essere adeguato al ruolo di assessore ed in generale a rappresentare le istituzioni".
Il presidente del Senato: «Abbiamo sempre detto ai nostri di non partecipare a certe manifestazioni, che vengono inevitabilmente strumentalizzate da chi vuole attaccarci»
Bufera per le dichiarazioni del presidente del Senato. Che ora frena
Dopo il Cdm, la premier decide con i ministri di evitare il confronto con i parlamentari. La Russa attacca l’autore dell’esposto: «Gli avvocati dei mafiosi spesso sono mafiosi»
FRANCESCO MALFETANO
La ministra si barrica e torna a Roma, braccio di ferro con Palazzo Chigi. E la premier cambia l’agenda del viaggio in Arabia per evitare la foto con lei
FEDERICO CAPURSO, FRANCESCO MALFETANO
Video La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha commentato le frasi del presidente del Senato Ignazio La Russa sul progetto di riforma costituzionale voluto dal governo Meloni. Lunedì La Russa ha detto che il Capo dello Stato ha assunto poteri troppo ampi e che con il premierato l'utilizzo costante di tali poteri verrà ridimensionato. "Mi pare che La Russa abbia finalmente gettato la maschera della riforma di questo governo, che come diciamo dall'inizio è una riforma pericolosa perché indebolisce i poteri e le prerogative del presidente della Repubblica e del Parlamento", ha detto Schlein. "Lo capisce anche un bambino che se ci sono due figure, una eletta dal Parlamento, l'altra direttamente dalla gente è chiaro che la prima rischia di non poter svolgere il suo ruolo di garante super partes della Costituzione e di rappresentante dell'unità nazionale", ha aggiunto la segretaria del Pd.
Premierato, poteri ridotti per il presidente della Repubblica: ecco cosa cambia
Da giorni Elly Schlein attacca a testa bassa sul silenzio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fronte alle difficoltà del suo governo. L'ultimo affondo sui ritardi del Pnrr: «La premier si assuma le sue responsabilità e venga a spiegarci in Parlamento perché non si è ancora visto un euro
Dei tre casi al centro delle polemiche tra governo e magistratura affrontati da Meloni, quello con al centro la ministra Santanché rimane il più spinoso, per la visibilità dell'interessata e per la sorte subita in passato da membri di altri governi che si sono trovati nelle stesse condizioni. Lo str