ROMA Quattro uomini decapitati, le teste appoggiate sui cadaveri con le mani ancora legate mentre il sangue tinge di rosso il deserto e le bandiere nere di al Qaeda sventolano. L’orrore torna on-line, e questa volta i protagonisti sono gli jihadisti di Ansar beit al Maqdis, il gruppo vicin
ROMA Quattro uomini decapitati, le teste appoggiate sui cadaveri con le mani ancora legate mentre il sangue tinge di rosso il deserto e le bandiere nere di al Qaeda sventolano. L’orrore torna on-line, e questa volta i protagonisti sono gli jihadisti di Ansar beit al Maqdis, il gruppo vicin
di Alberto Flores D’Arcais Con il video della barbara uccisione di James Foley da parte di un tagliagole mascherato dell’Is, l’autoproclamato Califfato (o Stato Islamico) ha brutalmente alzato la posta in gioco nell’area più calda (e pericolosa) del mondo. Da una visione di stampo medieval
Una e-mail «assetata di sangue» aveva annunciato il 12 agosto ai genitori di James Foley l’imminente esecuzione del figlio: «Le nostre spade sono sguainate contro di voi, governi e cittadini. Non ci fermeremo finché non ci saremo dissetati con il vostro sangue, e il sangue di James Foley s
Una e-mail «assetata di sangue» aveva annunciato il 12 agosto ai genitori di James Foley l’imminente esecuzione del figlio: «Le nostre spade sono sguainate contro di voi, governi e cittadini. Non ci fermeremo finché non ci saremo dissetati con il vostro sangue, e il sangue di James Foley s
di RENZO GUOLO Tornano immagini che non si vorrebbero più rivedere. La decapitazione rituale di James Foley rimanda alla sanguinaria epopea di Zarkawi. L’iconografia è la stessa, anche se mancano vessilli e kalashnikov: l’ostaggio è inginocchiato, le mani legate dietro la schiena, con la t
di RENZO GUOLO Tornano immagini che non si vorrebbero più rivedere. La decapitazione rituale di James Foley rimanda alla sanguinaria epopea di Zarkawi. L’iconografia è la stessa, anche se mancano vessilli e kalashnikov: l’ostaggio è inginocchiato, le mani legate dietro la schiena, con la t
La svolta dell’Is. Dopo le decapitazioni e le tute arancioni di Guantanamo, ecco il portavoce rubato alle emittenti televisive occidentali, il giornalista britannico (ostaggio) John Cantlie. Con il suo ultimo video, oltre otto minuti di propaganda diffusa sabato in serata, lo Stato Islamic
I siti legati allo Stato islamico hanno diffuso un misterioso video in cui il reporter britannico John Cantlie afferma di essere prigioniero dell’Is e annuncia che racconterà la «verità» sull’Is. «Sono stato abbandonato dal mio governo e il mio destino è nelle mani dello Stato islamico», d
I siti legati allo Stato islamico hanno diffuso un misterioso video in cui il reporter britannico John Cantlie afferma di essere prigioniero dell’Is e annuncia che racconterà la «verità» sull’Is. «Sono stato abbandonato dal mio governo e il mio destino è nelle mani dello Stato islamico», d