il casoFrancesco Semprini/N. YorkHerat è caduta. La città, capoluogo dell'omonima provincia situata in quella parte di Afghanistan dove si parlava italiano, è finita sotto il controllo dei talebani dopo sei attacchi respinti nelle precedenti 24 ore. Un salto indietro nella storia di circa venti anni
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTL'ultima preda è arrivata all'imbrunire. Herat, seicentomila abitanti, terza città dell'Afghanistan. Da un mese i taleban l'avevano puntata. Sobborgo dopo sobborgo hanno stretto il cerchio. Hanno respinto la controffensiva delle forze speciali elitrasportate, che tene
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTSedici, anzi no, diciotto province ormai nelle mani dei taleban. La marea jihadista sale verso Kabul con una forza inarrestabile, dopo aver isolato le forze governative allo sbando, quelle che ancora vogliono combattere. L'hanno soprannominata la strategia «dell'anaco
Scuole chiuse, bandiere a mezz’asta, veglie di candele in tante città. Dolore e lacrime. E un vertice sul terrorismo presieduto dal premier Nawaz Sharif, con la cancellazione della moratoria sulla pena di morte per i terroristi. Così il Pakistan ha trascorso il primo dei tre giorni di lutt
Scuole chiuse, bandiere a mezz’asta, veglie di candele in tante città. Dolore e lacrime. E un vertice sul terrorismo presieduto dal premier Nawaz Sharif, con la cancellazione della moratoria sulla pena di morte per i terroristi. Così il Pakistan ha trascorso il primo dei tre giorni di lutt
Scuole chiuse, bandiere a mezz’asta, veglie di candele in tante città. Dolore e lacrime. E un vertice sul terrorismo presieduto dal premier Nawaz Sharif, con la cancellazione della moratoria sulla pena di morte per i terroristi. Così il Pakistan ha trascorso il primo dei tre giorni di lutt