Sesta udienza del processo in Corte di Assise a Milano per il trentenne accusato di aver ucciso la compagna, incinta di sette mesi. L’omicida cercava online come rimuovere macchie sudore, macchie candeggina, rimuovere macchie olio, sangue ed erba
andrea siravo
Intervista al filosofo: «Così finiamo in un isolamento ancora più grande»
Mirella Serri
manifestazione STRADELLA I nomi delle 106 donne, uccise nel 2023 da compagni, fidanzati, mariti, urlate da Serena, studentessa di quinta al Faravelli, durante il corteo per le vie di Stradella. Da Teresa Spanò a Rita Talamelli, passando per Giulia...
O.M.
La giornataIrene FamàChiuso nella sua cella di isolamento Alessandro Impagnatiello non chiede scusa. Non versa una lacrima. Non un segno di pentimento, di rimorso. Di consapevolezza? Chissà. È vero, non può incontrare nessuno, come da prassi. Ma, sino ad ora, pare non abbia nemmeno chiesto di farlo.
Il casoMonica Serra / MilanoAll'una e mezza di notte c'è un uomo che si dispera a pochi passi dal cadavere di una figlia che si augurava di riabbracciare. Giulia era proprio lì, a Senago, stretta in una fessura tra una serie di box con la serranda di alluminio e il retro di un palazzo, a poco più di
L’uomo, un tunisino, è stato bloccato dalla polizia
Edoardo Izzo
Video In via Monte Rosa, a Senago, nel luogo dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Giulia Tramontano, sono al lavoro due artisti per realizzare un dipinto murale in suo ricordo. Prima di procedere, lo spazio tra le due file di box è stato ripulito e sistemato dagli operai, successivamente il writer Elio Luca Coia, in arte Zak, e l'allieva di Belle Arti Mary Cunzolo, entrambi artisti di Senago, si sono messi al lavoro con pennelli, bombolette e aerografo per realizzare i dipinti. Da una parte è stato scritto il nome di Giulia e del figlio che portava in grembo, Thiago; dall'altra si stanno realizzando due immagini che rappresentano Giulia com'era e come sarebbe dovuta essere dopo la nascita del suo bambino.
Cosa è accaduto prima e come si è mosso Alessandro Impagnatiello? E come ha fatto a portare, da solo, il cadavere della fidanzata? Sono alcune delle domande al centro delle indagini
andrea siravo
L’atroce ricatto negli ultimi messaggi dell’uomo: «Mi parli così col mio bimbo in grembo?». Una rete ha provato a salvare Giulia: era tardi, ma resta la risposta al male di quell’ego
Loredana Lipperini
Video di Ilaria Carra e Massimo Pisa
Sono le 3,22 della notte tra sabato 27 e domenica 28 maggio, Alessandro Impagnatiello viene inquadrato dalle telecamere sotto casa sua a Senago, in via Novella, con un involucro sotto l'ascella, "verosimilmente un lenzuolo bianco o plastica delle dimensioni di 50 centimetri circa". Va verso la sua auto parcheggiata, la apre, ci entra per pochi secondi e poi torna a casa, sempre con l'involucro sotto il braccio. A quell'ora ha già ucciso la sua fidanzata, Giulia Tramontano, incinta al settimo mese, e ha già provato a bruciarne il corpo nella vasca da bagno. Alle 7,01 del mattino successivo le telecamere lo riprendono ancora mentre esce dal complesso residenziale in cui vive, ma non dal passaggio pedonale, bensì dal passo carraio, quindi arrivando dal garage. Apre il bagagliaio e ci mette uno zaino, poi torna verso il garage e qualche minuto dopo (sono le 7,08) ne esce tenendo con la mano sinistra due involucri di plastica, che sembrano sacchetti della spazzatura, uno più grande "all'interno del quale si può notare un agglomerato di materiale compatibile con un mucchio di vestiti", scrivono i carabinieri. Raggiunta l'auto, deposita sempre nel bagagliaio i due sacchetti, si mette alla guida e va via. Dalla confessione che farà in seguito, e che permetterà di ritrovare il corpo di Giulia Tramontano poco distante da casa loro, in quei sacchetti Impagnatiello aveva raccolto gli stracci usati per pulire l'appartamento e le scale del palazzo dal sangue della ragazza (trascinato fino al box) e dalla cenere rimasta dopo il primo tentativo di darle fuoco. In uno di quei sacchetti, ammetterà, c'è anche una parte degli indumenti che la ragazza indossava e che si erano bruciati.