Gino Cecchettin agli studenti delle scuole a Vigevano: "Non alimentate la rabbia"

Video La rabbia serve, come tutte le emozioni segnala qualcosa. Ma non va alimentata. Alla violenza non si risponde con la violenza, ma con un dialogo profondo, con la cultura. Un messaggio rivoluzionario, portato avanti con i gesi ancora prima che con le parole, con la sua vita e il suo impegno nel nome di sua figlia Giulia, uccisa a 22 anni dall'ex fidanzato Filippo Turetta ora in carcere: così Gino Cecchettin ha conquistato il silenzio e l'attenzione di 600 studenti e studentesse di Vigevano, che ha incontrato al Cagnoni in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne al termine di un percorso compiuto da 33 classi con la cooperativa Kore. L'ARTICOLO - Video Sacchiero

Valditara: "Un protocollo con la Fondazione Cecchettin per insegnare il rispetto nelle scuole"

Video Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e Gino Cecchettin si sono incontrati al ministero a Roma. Un incontro "positivo e costruttivo che porterà grandi novità", si apprende da fonti di viale Trastevere. Cecchettin con la Fondazione per sua figlia Giulia aveva annunciato di voler portare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole che manca, per legge in Italia e in soli altri 5 Paesi europei.

25 novembre, le voci dei ragazzi: "Aiuterei le mie compagne, se un amico fa violenza lo denuncio"

Video In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, alla Camera più di 200 studenti hanno partecipato al convegno 'Tante facce ma è sempre violenza', alla presenza - tra gli altri - di Gino Cecchettin. "É importante capire i segnali giusti" -  dice uno studente. Aiuterei le mie compagne" commenta un altro ragazzo. "Il femminicidio è una cosa deplorevole - aggiunge ancora un terzo studente - se un mio amico fa violenza nei confronti di una ragazza, lo denuncerei".

Violenza sulle donne, Gino Cecchettin: "Valditara? Certe tesi vanno sostenute da numeri concreti"

Video Intervenuto a Bologna per un evento contro la violenza di genere, Gino Cecchettin è tornato sulle parole pronunciate dal ministro Valditara all'inaugurazione della fondazione istituita in memoria della figlia, Giulia: "La propaganda non serve, la violenza va combattuta in modo concreto", ha detto il padre della giovane uccisa un anno fa dall'ex fidanzato. "Vogliamo parlare con le istituzioni e voglio parlare anche con la presidente del Consiglio, ma con numeri alla mano", ha aggiunto. "Rispetto l'opinione di tutti, ma certe affermazioni vanno coadiuvate da numeri concreti".

Violenza di genere, Gino Cecchettin: "Chiedetevi che persone volete essere"

Video Gino Cecchettin, in collegamento da remoto durante la cerimonia finale del concorso "Emàncipa-Ti!" in Regione Lombardia, è tornato a parlare di violenza di genere. "Io faccio tutto nel nome di mia figlia Giulia - la 22enne uccisa dall'ex fidanzato Filippo Turetta l'11 novembre 2023 - sperando che il futuro di altri giovani possa essere migliore. La violenza non inizia con un pugno o un omicidio ma molto prima. Controllare il telefono o dire se mi lasci mi rovini la vita è un ricatto. Quando vivete questo chiedetevi che tipo di persona volete essere, se una persona che accetta o che dice basta"

Gino Cecchettin: "Il maschio per vivere bene dovrebbe essere più femminista"

Video "Colpevolizzare è sempre sbagliato perché è alla stregua di giudicare. Quello che vorremmo fare noi è cercare di far vedere che c'è un modello diverso che non è quello del maschio alpha. Per dirla in poche parole, il maschio per vivere bene dovrebbe essere più femminista. Si tratta solo di dover dare parità di diritti alle donne". Così Gino Cecchettin, padre di Giulia uccisa l'11 novembre 2023 dall'ex fidanzato Filippo Turetta, ha risposto alle domande dei cronisti a margine del suo intervento al Festival dei diritti umani a Milano