di Gabriella Cerami wROMA I toni, anzi i decibel - come li chiama Matteo Renzi - sono stati alti. E anche se l’Assemblea del Pd non ha registrato lo strappo tra il segretario e i dissidenti, scintille ce ne sono state parecchie. «Non staremo fermi per i diktat della minoranza», esordisce i
Letta: «No al presidenzialismo». La premier a Serracchiani (Pd): «Mi guardi, le sembro un passo indietro agli uomini?».
A CURA DI PASQUALE QUARANTA, AGGIORNAMENTI DI CARLO BERTINI, FEDERICO CAPURSO, NICCOLò CARRATELLI, FRANCESCO OLIVO E FRANCESCA SCHIANCHI
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Maria Berlinguer wROMA Altro che abbassare i toni, Matteo Renzi prima di partire per gli Stati Uniti, lancia un’altra randellata alla minoranza Pd e alla “vecchia guardia” in rivolta contro l’abolizione dell’articolo 18 e il Jobs act. «Nel mio partito c’é chi pensa che dopo aver preso i
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
di Gabriele Rizzardi wROMA Sfida i sindacati dicendosi disposto ad incontrarli a Palazzo Chigi per parlare non di articolo 18 ma di salario minimo, rappresentanza sindacale e contrattazione di secondo livello. Concede una piccola apertura alla minoranza interna spiegando che l’articolo 18
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
di Maria Berlinguer wROMA Matteo Renzi attacca a testa bassa la «vecchia guardia» del Pd che non vuole cambiare le cose e vuole tornare a un partito del 25%. Il giorno dopo il duro video messaggio ai sindacati, il premier-segretario finito nel mirino della minoranza dem sulla riforma del m
Segre: «Anniversario della marcia su Roma è per me una vertigine». Sul risultato del voto Renzi allontana i sospetti: «Se fossimo stati noi lo rivendicherei». Il debutto di Conte da deputato. Berlusconi: «Trattativa finita, nessun ministero a Ronzulli»
a cura della redazione, aggiornamenti di Carlo Bertini, Federico Capurso, Niccolò Carratelli, Ilario Lombardo, Francesco Moscatelli e Francesco Olivo