Video Le terribili immagini dell'attacco russo contro l'Ucraina: il filmato mostra quattro missili cruise che esplodono uno dietro l'altro sul centro di Lutsk. Gli ordigni arrivano a tutta velocità sulla cittadina poco prima dell'alba, poi si gettano in picchiata e scoppiano provocando una nuvola di fiamme. Non ci sono tracce della reazione della contraerea, nonostante sin dalla notte fosse scattato l'allarme in tutto il Paese. I missili sembrano essere KH-101: ognuno trasporta 450 chili di esplosivo ad alto potenziale e vola a oltre novecento chilometri orari. Vengono lanciati dai bombardieri strategici russi, che possono utilizzare la versione convenzionale o nucleare: si tratta dello stesso tipo di velivoli bersagliati dal raid ucraino di domenica scorsa. Lutsk è una antica città molto vicina al confine polacco, proprio per questo vi sono concentrare industrie belliche e centri di addestramento.
(di Gianluca Di Feo)
Video Uno dei rarissimi scontri diretti tra carri armati in Ucraina. I tank si affrontano in un vicolo, faccia a faccia come pistoleri del Far West, tirando una cannonata ogni dieci secondi. Alla fine l'asso russo distrugge tre mezzi ucraini, un quarto viene colpito da un drone
di Gianluca Di Feo
Video Uno dei rarissimi scontri diretti tra carri armati in Ucraina. I tank si affrontano in un vicolo, faccia a faccia come pistoleri del Far West, tirando una cannonata ogni dieci secondi. Alla fine l'asso russo distrugge tre mezzi ucraini, un quarto viene colpito da un drone
di Gianluca Di Feo
Video Un drone dell’esercito ucraino filma una scena molto particolare. Due soldati russi parlano in uno bosco: non sanno di venire ripresi dal nemico. Poi dopo un breve colloquio, uno dei militari punta il Kalashnikov sul commilitone e gli spara un colpo sul braccio. I due non stanno litigando, sono tranquilli. Anche quando gli viene puntata contro l’arma, il soldato non si muove. L’interpretazione è semplice: si sono messi d’accordo e grazie alla ferita l’uomo eviterà la prima linea. Gli episodi di autolesionismo sono frequenti al fronte. Durante la prima guerra mondiale spesso i fanti si facevano sparare mettendo una pagnotta tra la canna del fucile e la parte del corpo da colpire, quasi sempre il braccio o il piede: in questo modo non si notava la bruciatura sulla pelle del colpo diretto. In questo caso, il proiettile viene esploso da distanza e quindi si può identificare il gesto volontario.
di Gianluca Di Feo
Video Un drone dell’esercito ucraino filma una scena molto particolare. Due soldati russi parlano in uno bosco: non sanno di venire ripresi dal nemico. Poi dopo un breve colloquio, uno dei militari punta il Kalashnikov sul commilitone e gli spara un colpo sul braccio. I due non stanno litigando, sono tranquilli. Anche quando gli viene puntata contro l’arma, il soldato non si muove. L’interpretazione è semplice: si sono messi d’accordo e grazie alla ferita l’uomo eviterà la prima linea. Gli episodi di autolesionismo sono frequenti al fronte. Durante la prima guerra mondiale spesso i fanti si facevano sparare mettendo una pagnotta tra la canna del fucile e la parte del corpo da colpire, quasi sempre il braccio o il piede: in questo modo non si notava la bruciatura sulla pelle del colpo diretto. In questo caso, il proiettile viene esploso da distanza e quindi si può identificare il gesto volontario.
di Gianluca Di Feo
Video Uno sciame di missili russi si abbatte contro una centrale elettrica ucraina nei pressi della città di Dnipro. Dalle immagini sembra che due cruise KH-101 riescano a colpire l’impianto, mentre un terzo viene abbattuto dalle difese ed esplode in cielo generando una nuvola di fuoco. All’inizio si vedono le raffiche di proiettili traccianti che cercano di fermare invano gli incursori. Poi in alto sulla destra si notano alcuni puntini luminosi: si tratta di contromisure sganciate da uno dei cruise russi per deviare i missili a guida termica della contraerea. È una delle migliorie introdotte dagli ingegneri di Mosca per rendere più letali gli attacchi. Il raid del filmato è stato lanciato nel giorno di Natale e ha provocato blackout nella corrente e nel riscaldamento per quasi un milione di persone.
di Gianluca Di Feo
Video Per la prima volta navi russe hanno lanciato missili ipersonici nel Mediterraneo: un’operazione scattata ieri mattina, senza preavviso, che ha visto impegnate cinque navi da guerra di Mosca. Putin ha mobilitato le forze schierate in Siria per trasmettere un monito non ai ribelli sunniti che minacciano il regime di Damasco, ma alle potenze internazionali: la Russia – è il messaggio del Cremlino - non rinuncerà alle basi della regione di Latakia senza combattere. Durante l’esercitazione sono stati usati gli ipersonici Zircon e almeno altri quattro missili a lungo raggio, tra Kalibr e Iskander, partiti anche da veicoli terrestri semoventi. Cacciabombardieri Sukhoi 24 ed elicotteri da battaglia hanno protetto l’azione della flotta. Le grandi manovre nelle acque di Tartus hanno sorpreso tutti gli osservatori: da giorni l’aviazione russa sta bombardando senza sosta le milizie ribelli che hanno conquistato Aleppo e le installazioni civili, inclusi diversi ospedali, della zona di Idlib, il caposaldo della coalizione sunnita. Secondo alcune fonti, i rivoltosi sono arrivati a 35 chilometri dall’aeroporto di Khmeimim e a 60 km dal porto di Tartus, le due installazioni fondamentali per la strategia di Mosca in Medio Oriente e in Africa.
di Gianluca Di Feo
Video Per la prima volta navi russe hanno lanciato missili ipersonici nel Mediterraneo: un’operazione scattata ieri mattina, senza preavviso, che ha visto impegnate cinque navi da guerra di Mosca. Putin ha mobilitato le forze schierate in Siria per trasmettere un monito non ai ribelli sunniti che minacciano il regime di Damasco, ma alle potenze internazionali: la Russia – è il messaggio del Cremlino - non rinuncerà alle basi della regione di Latakia senza combattere. Durante l’esercitazione sono stati usati gli ipersonici Zircon e almeno altri quattro missili a lungo raggio, tra Kalibr e Iskander, partiti anche da veicoli terrestri semoventi. Cacciabombardieri Sukhoi 24 ed elicotteri da battaglia hanno protetto l’azione della flotta. Le grandi manovre nelle acque di Tartus hanno sorpreso tutti gli osservatori: da giorni l’aviazione russa sta bombardando senza sosta le milizie ribelli che hanno conquistato Aleppo e le installazioni civili, inclusi diversi ospedali, della zona di Idlib, il caposaldo della coalizione sunnita. Secondo alcune fonti, i rivoltosi sono arrivati a 35 chilometri dall’aeroporto di Khmeimim e a 60 km dal porto di Tartus, le due installazioni fondamentali per la strategia di Mosca in Medio Oriente e in Africa.
di Gianluca Di Feo
Video Un soldato russo è di pattuglia con alcuni commilitoni lungo una strada minata. Nell’asfalto sono state piazzate mine anti-veicolo: non esplodono se calpestate da un uomo ma solo al passaggio di un mezzo. La sentinella sente il motore di un fuoristrada in arrivo dal settore russo del fronte. Urla e si sbraccia per avvisare i connazionali del pericolo, mettendosi al centro alla carreggiata. Ma l’autista non rallenta, anzi accelera e travolge il soldato, gettandolo contro il guard rail. E dopo pochi secondi la jeep russa scoppia sopra una mina. E’ un episodio così assurdo da apparire surreale, ma nella realtà dei conflitti equivoci del genere accadono spesso e hanno sempre esiti drammatici.
di Gianluca Di Feo
Video Scene di ordinario terrore nella città ucraina di Sumy. Dalla scorsa notte il centro urbano viene attaccato con droni e missili, che si sono accaniti contro impianti industriali ed edifici civili: pure gli uffici comunali hanno subito danni gravi. In questo filmato si vede parte di un missile russo precipitare sul traffico e sfiorare una vettura. Poco più un là c’è la nuvola di fumo di un’esplosione: questo fa ipotizzare che quello caduto tra le auto fosse il motore del missile russo, ma non si può escludere che si trattasse di un secondo ordigno abbattuto dalla contraerea. Sumy è molto vicina alla frontiera. Prima della guerra aveva 250 mila abitanti: all’inizio dell’invasione le truppe di Mosca l’hanno assediata invano, ora la colpiscono con ogni tipo di arma. Usano soprattutto i missili balistici Iskander, difficili da intercettare. La scorsa settimana è stata distrutta una palazzina: ci sono stati 11 morti e 89 feriti. A settembre due droni hanno centrato un ospedale, causando nove morti e dozzine di feriti.
di Gianluca Di Feo