La fuga, lo sparo, 20 minuti a terra: tutti i dubbi sulla morte del 20enne Soufiane

Video Una pistola che non c’è, un’auto demolita prima della conclusione degli accertamenti, un testimone che racconta il falso. Infine, il comportamento anomalo degli agenti nel piazzale, vicino al corpo del giovane. Una telecamera di sorveglianza riprende il ragazzo agonizzante per terra, per venti minuti, dalle 2.07 fino alle 2.34 di notte: morirà poche ore dopo all’ospedale di Rozzano. Sono alcune delle anomalie che gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli indicano nel documento, inviato alla procura guidata da Fabio Napoleone, con cui chiedono la riapertura delle indagini sulla morte di Suoufiane Ech Chafiy, 20 anni e origini marocchine, ucciso da un colpo di pistola, la sera del 24 marzo 2016, esploso da un agente di polizia al termine di un inseguimento iniziato a Vigevano e terminato alla periferia sud di Abbiategrasso. L’inchiesta aperta dal pm Roberto Valli per eccesso colposo di legittima difesa fu archiviata dopo pochi mesi. I legali della famiglia del giovane chiedono che il caso sia riaperto con l’accusa di omicidio volontario. L'ARTICOLO: Ucciso a vent’anni dall’agente che lo inseguiva, la famiglia chiede di riaprire il caso L'ARTICOLO COMPLETO SULLA PROVINCIA PAVESE DI VENERDI' 31 OTTOBRE
 

Ex assessore Adriatici a giudizio per omicidio, l'avvocato Gastini: "Bene i tempi decisi dal giudice"

Video Sarà il procuratore capo Fabio Napoleone a tirare le somme, con la requisitoria finale prevista il 26 novembre, nel giudizio a carico di Massimo Adriatici, 50 anni, l’ex assessore leghista di Voghera accusato di omicidio volontario per avere esploso il colpo di pistola che la sera del 20 luglio 2021 uccise, in piazza Meardi a Voghera, il 39enne Younes El Boussettaoui. La difesa di Adriatici dovrà provare a smontare la contestazione di omicidio volontario che era stata formulata dopo che la giudice Valentina Nevoso aveva trasmesso gli atti alla Procura, con una ordinanza, al termine del processo pubblico durato oltre un anno. «Siamo soddisfatti dei tempi decisi dal giudice, questa udienza dovrebbe chiudersi entro la fine di gennaio – si limita a dire l’avvocato Luca Gastini –. Abbiamo scelto il rito abbreviato perché quello che c’era di essenziale da acquisire è stato acquisito, quello che stona è l’ordinanza della giudice, su cui faremo le nostre valutazioni. La difesa ha comunque prodotto solo alcuni atti a ulteriore conferma e integrazione di ciò che è stato acquisito». Gli atti del processo pubblico, durato undici udienze, in sostanza, sarebbero sufficienti per arrivare a una decisione. Video Garbi