di Maria Berlinguer wROMA Se Silvio Berlusconi continua a a fare «il temporeggiatore» il Pd farà le riforme con chi ci starà. Altro che «scricchiolare», il patto del Nazareno è davvero a un passo dalla rottura. E non solo sulla legge elettorale. Anche se Paolo Romani, il capogruppo Fi al S
di Maria Berlinguer wROMA Premio di maggioranza alla lista al 40 per cento, sbarramento al 5%, listino nominato al 30 per cento e il resto eletto con le preferenze. Sarebbe questa l’ultima versione della legge elettorale discussa ieri tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, nell’ennesimo fac
di Gabriele Rizzardi wROMA «Al Senato è stata approvata una riforma straordinariamente importante. Stiamo dando un grande segnale di cambiamento e siamo certi che se l’Italia fa le cose che deve fare, può essere il locomotore che porta non solo l’Italia, ma l’Europa fuori dalla crisi». Dop
di Maria Rosa Tomasello wROMA Dalla giunta per le autorizzazioni «mi aspetto di essere giudicato prima che da politici, rispetto alla sussistenza o meno del fumus persecutionis, da uomini e donne» aveva detto nei giorni scorsi Giancarlo Galan. «Non ho mai preso un euro» aveva ripetuto più
di Gabriele Rizzardi wROMA «Al Senato è stata approvata una riforma straordinariamente importante. Stiamo dando un grande segnale di cambiamento e siamo certi che se l’Italia fa le cose che deve fare, può essere il locomotore che porta non solo l’Italia, ma l’Europa fuori dalla crisi». Dop
di Linda Lucini wPAVIA Uno ha chiesto il palco, l’altro la piazza per il comizio finale. Sta di fatto che venerdì nè Alessandro Cattaneo, nè Massimo Depaoli avranno piazza della Vittoria per chiudere la campagna elettorale. I due si sono sentiti per telefono e hanno salomonicamente deciso
di Linda Lucini wPAVIA Uno ha chiesto il palco, l’altro la piazza per il comizio finale. Sta di fatto che venerdì nè Alessandro Cattaneo, nè Massimo Depaoli avranno piazza della Vittoria per chiudere la campagna elettorale. I due si sono sentiti per telefono e hanno salomonicamente deciso
di Maria Berlinguer wROMA Alla vigilia di una settimana decisiva durante la quale dovrà calare le carte del governo su lavoro, scuola e casa, Matteo Renzi è amareggiato e non lo nasconde. Ma tira dritto. «L’Italia si può cambiare», scrive alle sette del mattino, evidentemente non impressio
di Maria Berlinguer wROMA Alla vigilia di una settimana decisiva durante la quale dovrà calare le carte del governo su lavoro, scuola e casa, Matteo Renzi è amareggiato e non lo nasconde. Ma tira dritto. «L’Italia si può cambiare», scrive alle sette del mattino, evidentemente non impressio
di Maria Berlinguer wROMA Alla vigilia di una settimana decisiva durante la quale dovrà calare le carte del governo su lavoro, scuola e casa, Matteo Renzi è amareggiato e non lo nasconde. Ma tira dritto. «L’Italia si può cambiare», scrive alle sette del mattino, evidentemente non impressio