di Maria Berlinguer wROMA Corradino Mineo è il più esplicito. Se ci fossero le condizioni per formare un nuovo gruppo al Senato con Sel, i dissidenti grillini e la sinistra del Pd, l’area più o meno civatiana, lui ci starebbe. «Possiamo fare un cammino comune, io discuto con loro e sono in
di LUIGI VICINANZA Se state impazzendo perché in questi giorni siete alle prese con il pagamento delle tasse sulla casa, pensate al Pd. Che c’azzecca - domanderete - il partito che ha appena vinto, suo malgrado, le elezioni con quella babele di sigle incomprensibili ma carissime? Imu, Tasi
di LUIGI VICINANZA Se state impazzendo perché in questi giorni siete alle prese con il pagamento delle tasse sulla casa, pensate al Pd. Che c’azzecca - domanderete - il partito che ha appena vinto, suo malgrado, le elezioni con quella babele di sigle incomprensibili ma carissime? Imu, Tasi
ROMA La minoranza del Pd non ritirerà il suo disegno di legge sulle riforme costituzionali e anzi rilancia, dopo aver incassato il sostegno dei 12 senatori espulsi dal Movimento 5 Stelle. Alla vigilia della settimana in cui il ddl sul Senato e sul Titolo V della Costituzione arriva in comm
ROMA La minoranza del Pd non ritirerà il suo disegno di legge sulle riforme costituzionali e anzi rilancia, dopo aver incassato il sostegno dei 12 senatori espulsi dal Movimento 5 Stelle. Alla vigilia della settimana in cui il ddl sul Senato e sul Titolo V della Costituzione arriva in comm
di Maria Berlinguer wROMA Corradino Mineo è il più esplicito. Se ci fossero le condizioni per formare un nuovo gruppo al Senato con Sel, i dissidenti grillini e la sinistra del Pd, l’area più o meno civatiana, lui ci starebbe. «Possiamo fare un cammino comune, io discuto con loro e sono in
di Maria Berlinguer wROMA Corradino Mineo è il più esplicito. Se ci fossero le condizioni per formare un nuovo gruppo al Senato con Sel, i dissidenti grillini e la sinistra del Pd, l’area più o meno civatiana, lui ci starebbe. «Possiamo fare un cammino comune, io discuto con loro e sono in
ROMA Il Senato approva la riforma elettorale, che torna alla Camera per la terza lettura: che nelle intenzioni del premier Matteo Renzi dovrebbe essere quella definitiva. Non partecipano però al voto 24 senatori della minoranza del Pd che, pur contestando l’Italicum, evitano almeno un voto
ROMA Il Senato approva la riforma elettorale, che torna alla Camera per la terza lettura: che nelle intenzioni del premier Matteo Renzi dovrebbe essere quella definitiva. Non partecipano però al voto 24 senatori della minoranza del Pd che, pur contestando l’Italicum, evitano almeno un voto
ROMA Il Senato approva la riforma elettorale, che torna alla Camera per la terza lettura: che nelle intenzioni del premier Matteo Renzi dovrebbe essere quella definitiva. Non partecipano però al voto 24 senatori della minoranza del Pd che, pur contestando l’Italicum, evitano almeno un voto