Abedini, arrestato poco prima della giornalista, sarebbe un’antenna di Teheran: doveva sbarcare a Roma, ha virato su Milano. L’ipotesi di contatti nel nostro Paese
Cara Cecilia Sala, pur non essendoci mai incontrate, mi sento molto vicina a te. E mi interrogo. Qual è la ragione di tanta familiarità con una giovane donna che vive in un altro Paese e parla una lingua diversa? Tu parli però anche un idioma che trascende i limiti imposti alle nostre vite dall...
AZAR NAFISI
È stata la prima a occuparsi della caduta di Kabul nel 2021. Abile sul campo e sui social, è innamorata dei quotidiani di carta
Romana, 29 anni, conduce il podcast “Stories” con Chora Media
Video Le reazioni politiche italiane all'arresto della giornalista Cecilia Sala, detenuta in isolamento nel carcere iraniano di Evin, convergono su una linea di prudenza e sostegno al lavoro della Farnesina. La senatrice dem Simona Malpezzi ha dichiarato: "Mi attengo a quanto richiesto dalla Farnesina, lasciando che il ministero continui il suo lavoro". Una posizione condivisa da Lucio Malan di Fratelli d’Italia e dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha ribadito: "Lasciamo lavorare il governo". Più esplicito il senatore leghista Claudio Borghi, che ha sottolineato: "Bisogna fare tutto il possibile". Nonostante la gravità della situazione, il mondo politico sembra allineato nel rispettare la richiesta di riserbo avanzata dalla famiglia, per favorire una rapida risoluzione. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Ma nessun riferimento viene fatto all’arresto dei due cittadini di origini iraniane avvenuto il 16 dicembre in Italia
La denuncia dei movimenti di resistenza: da agosto hanno perso la vita 830 persone, tra chi è stato giustiziato e chi è morto in carcere privato delle cure mediche
SIMONE MATTEIS
Sono oltre duemila i cittadini incarcerati in Paesi stranieri, più della metà in Europa. Il 35% deve essere ancora giudicato, con sentenze non definitive o in attesa di estradizione
Video "Il mio assistito è stanco, ma sollevato che il suo caso non sia più collegato a quello di Cecilia Sala". Alfonso De Francesco parla al termine del colloquio, nel carcere di Opera, con Mohammad Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano bloccato a Milano Malpensa lo scorso 16 dicembre, su richiesta degli Stati Uniti. Tre giorni dopo il suo arresto, era stata fermata in Iran (e rilasciata dopo 20 giorni) la giornalista italiana Cecilia Sala. "Nel trolley, al momento dell'arresto, c'erano cellulari, computer e sim, nulla di delinquenziale insomma", spiega l'avvocato. E sulla mancata visita dell'ambasciatore Iraniano, Mohammad Reza Sabouri, De Francesco spiega: "Non è potuto venire a causa di altri impegni istituzionali, si è scusato, ma non c'è nessuna dietrologia".
Di Edoardo Bianchi
Sono 70 anni che i due Paesi hanno rapporti stretti. Tajani: «Teheran ci ha sempre visti come tra i meno ostili»