Arresto di Cecilia Sala in Iran, le prime reazioni politiche: "Massimo riserbo per portarla a casa"

Video Le reazioni politiche italiane all'arresto della giornalista Cecilia Sala, detenuta in isolamento nel carcere iraniano di Evin, convergono su una linea di prudenza e sostegno al lavoro della Farnesina. La senatrice dem Simona Malpezzi ha dichiarato: "Mi attengo a quanto richiesto dalla Farnesina, lasciando che il ministero continui il suo lavoro". Una posizione condivisa da Lucio Malan di Fratelli d’Italia e dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha ribadito: "Lasciamo lavorare il governo". Più esplicito il senatore leghista Claudio Borghi, che ha sottolineato: "Bisogna fare tutto il possibile". Nonostante la gravità della situazione, il mondo politico sembra allineato nel rispettare la richiesta di riserbo avanzata dalla famiglia, per favorire una rapida risoluzione. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica

Abedini, il legale: "È sollevato per Cecilia Sala, non voleva essere collegato al suo caso"

Video "Il mio assistito è stanco, ma sollevato che il suo caso non sia più collegato a quello di Cecilia Sala". Alfonso De Francesco parla al termine del colloquio, nel carcere di Opera, con Mohammad Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano bloccato a Milano Malpensa lo scorso 16 dicembre, su richiesta degli Stati Uniti. Tre giorni dopo il suo arresto, era stata fermata in Iran (e rilasciata dopo 20 giorni) la giornalista italiana Cecilia Sala. "Nel trolley, al momento dell'arresto, c'erano cellulari, computer e sim, nulla di delinquenziale insomma", spiega l'avvocato. E sulla mancata visita dell'ambasciatore Iraniano, Mohammad Reza Sabouri, De Francesco spiega: "Non è potuto venire a causa di altri impegni istituzionali, si è scusato, ma non c'è nessuna dietrologia".   Di Edoardo Bianchi