Il suo lavoro comporta rischi, sacrifici, fatiche, persino eventualità estreme. Ma è sbagliato parlare di eroismo: l’eroe vive nel mito, è un fuggiasco dalla realtà
MAURIZIO MAGGIANI
Le forze dell’ordine: «Come di consueto abbiamo acquisito le sue dichiarazioni spontanee»
L’avvocato del tycoon: «Vuole liberarli tutti, quelli in Iran e quelli in mano ad Hamas. Contro di lui persecuzioni giudiziarie: la leader italiana lo ha consigliato sui processi»
La giornalista arrestata lo scorso dicembre: «L’opposizione non è organizzata»
Video Bombardato il carcere di Evin, il centro di detenzione iraniano in cui sono reclusi diversi oppositori. Lo riporta Iran International, canale legato ad alcuni ambienti del dissenso in esilio con base a Londra, che afferma di aver raccolto in particolare informazioni dal fratello di uno dei detenuti: il giornalista dissidente Reza Valizadeh. Secondo il racconto dello stesso Valizadeh, che pare sia stato in grado di contattare la famiglia, le esplosioni sono state così potenti da far tremare le mura della prigione, oltre a "sfondare il tetto della palestra". Dalla Rivoluzione islamica del 1979 è considerato il principale centro di detenzione per prigionieri politici, oppositori del regime, giornalisti e difensori per i diritti umani. Anche due italiane, la giornalista Cecilia Sala e la blogger Alessia Piperno, sono state detenute a Evin.
Video È indirizzata alla premier Meloni la letterina di Luciana Littizzetto a Che tempo che fa sul caso Almasri. "Ma tu pensavi che liberare uno come Almasri, un torturatore, un assassino, uno contro cui il tribunale dell'Aja ha spiccato un mandato internazionale per crimini contro l'umanità potesse passare inosservato?", chiede la comica torinese. "Un mese fa tutti a dirti brava per aver riportato a casa Cecilia Sala e ora ti indagano per aver riportato a casa Almasri. Eravamo a un passo dal nominarlo senatore a vita o metterlo a cantare a Sanremo al posto di Emis Killa. Liberato per ragioni di sicurezza nazionale. Io sapevo che per la sicurezza dovremmo arrestarli i criminali, non liberarli".
Cecilia Sala torna sul Foglio con un’intervista al presidente ucraino. La giornalista scrive il suo primo articolo dopo la scarcerazione dal carcere di Evin, in Iran
È l’unica scuola della Lombardia a essere invitata all’evento scuola futura
s.sim.
Video "Ho pensato, tra le ipotesi, che potesse esserci l'intenzione di usarmi. Ho preso in considerazione anche altre ipotesi, però pensavo che fosse uno scambio molto difficile". Così Cecilia Sala nel suo podcast "Stories", registrato insieme a Mario Calabresi per Chora Media. L'episodio, il numero 694, è intitolato "I miei giorni a Evin, tra interrogatori e isolamento". Nell'intervista, della durata di mezz'ora, Sala ripercorre il momento del suo arresto in hotel, il trasferimento in carcere, la solitudine della vita in cella, e le emozioni contrastanti tra paura e speranza. La liberazione, avvenuta a sorpresa mercoledì 8 gennaio, segna la conclusione di questa dolorosa esperienza. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica
Video "Ciao Sono tornata" sono le prime parole che Cecilia Sala dice a Mario Calabresi, direttore di Choranews, la testata per la quale Sala era in Iran, e che fanno parte del nuovo episodio del podcast della giornalista, Stories appena pubblicato sulla piattaforma Choramedia.